La gestione scientifica dell'Emergenza Idrogeologica del maggio 1998 nella Regione Campania

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Collana: Varia
2006, pp 278+CD
Rubbettino Editore, Ambiente e Territorio
isbn: 9788849809640
Prefazione di Lucio Ubertini
Nei giorni del 5 e 6 maggio '98 una gravissima emergenza idrogeologica ha colpito la Regione Campania, causando 160 vittime ed ingenti danni economici in cinque comuni (Bracigliano, Quindici, Sarno, Siano, S. Felice a Cancello) delle Province di Avellino, Caserta e Salerno. Per la gravità degli eventi, fin dalla mattina del 6 maggio, il G.N.D.C.I. C.N.R. è stato coinvolto dal Dipartimento della Protezione Civile nella gestione scientifica dell'emergenza. A tale fine, e seguendo una prassi consolidata, è stata individuata l'U.O. 2.38 (Responsabile Scientifico Prof. ing. Leonardo Cascini) quale Unità Operativa di riferimento. Tale scelta è stata dettata dalla elevata competenza scientifica in materia di movimenti franosi dei componenti dell'Unità Operativa, dalla vicinanza geografica dell'Università di Salerno ai luoghi del disastro e dall'ottimo lavoro svolto, sempre dall'U.O. 2.38, nel corso della precedente emergenza (gennaio '97) quando eventi analoghi, seppur di minore intensità, avevano coinvolto numerose altre località della Regione Campania. È così iniziato, sotto la guida scientifica del Prof. Cascini, un intenso lavoro che ha visto la partecipazione di numerose altre Unità Operative del G.N.D.C.I. C.N.R. oltre che di prestigiosi Enti territorialmente competenti sia a livello nazionale che regionale. Una partecipazione così sentita allo svolgimento delle attività è stata sollecitata dalla gravità degli avvenimenti, dalla rilevanza dei quesiti posti dal Dipartimento della Protezione Civile e dai ristrettissimi tempi concessi per fornire risposte scientificamente avanzate ed operativamente valide. In particolare, i quesiti posti hanno riguardato: la individuazione e perimetrazione delle aree a rischio residuo di colate rapide di fango nei cinque Comuni colpiti dagli eventi del maggio '98; la messa a punto di una soglia pluviometrica di allarme per la temporanea evacuazione delle popolazioni residenti nelle aree giudicate a rischio; la redazione di linee guida per gli interventi strutturali di mitigazione del rischio; l'avvio e l'espletamento di attività finalizzate al controllo non strutturale delle aree a rischio; la individuazione dei Comuni della Campania sottoposti ad analogo rischio. Per ognuno ditali quesiti, l'U.O. 2.38 ha istruito le relative problematiche sottoponendo al Consiglio Scientifico del G.N.D.C.I. gli elaborati prodotti che, solo in seguito ad approvazione, sono stati presentati al Dipartimento della protezione Civile che li ha adottati e resi operativi. Il presente volume riassume le procedure sviluppate ed il lavoro svolto che hanno consentito di conseguire risultati particolarmente significativi, come testimoniato da numerose circostanze. La perimetrazione delle aree a rischio residuo, definita in soli 11 giorni, è attualmente vigente; la soglia pluviometrica di allarme ha rappresentato e continua a rappresentare una garanzia per la salvaguardia delle popolazioni residenti nelle aree a rischio residuo; il piano degli interventi, presentato dopo soli 55 giorni dall'inizio della emergenza, rappresenta ancora oggi il documento ufficiale di riferimento per la individuazione e realizzazione degli interventi strutturali di mitigazione del rischio; la individuazione preliminare delle aree della Regione Campania sottoposte a rischio cli colate rapide di fango, analogo a quello dei cinque Comuni colpiti dagli eventi del maggio '98, ha favorito le successive azioni promosse dal Governo Centrale quali il DL. 180/98 ed i progetti di Piano Stralcio, grazie ai quali l'Italia si è dotata in pochi annidi una cartografia del rischio molto apprezzata a livello internazionale Per la qualità dei risultati conseguiti, oltre che per l'impegno e la dedizione mostrata nei corso di alcuni anni di attività, un particolare ringraziamento va al Prof. Cascini che ha sempre affrontato il gravoso impegno con competenza scientifica, slancio e capacità organizzativa; ai numerosi colleghi delle altre Unità Operative coinvolte nell'emergenza senza i quali non sarebbe stato possibile perseguire gli obiettivi prefissati; al Consiglio Scientifico del G.N.D.C.I che, con rigore ed impegno, ha garantito, dal punto di vista istituzionale, la qualità del lavoro presentato al Dipartimento della Protezione Civile. Un ringraziamento va, infine, all'Università di Salerno, agli Enti territorialmente competenti ed alle popolazioni dei cinque Comuni che hanno sempre mostrato grande attenzione verso la Comunità Scientifica rappresentata dal G.N.D.C.I. C.N.R che, ancora una volta, ha testimoniato la sua attenzione ed il suo impegno verso problematiche di grande rilevanza per l'intero territorio nazionale. Lucio Ubertini