La crisi ucraina e le radici del disordine mondiale (Il Mattino)

di Gigi Di Fiore, del 13 aprile 2015

Da Il Mattino 13 aprile

L'apparente tregua delle ultime settimane ha fatto scomparire dalle prime pagine dei giornali e dai titoli dei telegiornali le vicende della crisi economico-militare in Ucraina. Ma nonostante il silenzio, ne restano in piedi tutte le emergenze. Se ne occupa, lontano da letture conformiste, Eugenio Di Rienzo, docente di Storia moderna alla Sapienza di Roma, nel suo saggio Il conflitto russo-ucraino - geopolitica del nuovo dis(ordine) mondiale, edito da Rubbettino (pp. 104, euro 10).
Le sanzioni dell'Occidente alla Russia, ricambiate con gli interessi, hanno finora provocato enormi danni economici all'Italia, che è al secondo posto in Europa e al quarto nel mondo trai partner commerciali dello Stato sovietico. Se, nel 2013, il volume di affari trai due Paesi era di 53,8 miliardi di dollari, nella prima metà del 2014 era già sceso del 2,5 per cento. Il grande orso russo, pronto a stritolare la libertà e la legittima indipendenza ucraina? Di Rienzo la pensa diversamente, in sintonia con diversi scrittori del variegato panorama russo, come Nicolai Lilin, che contestano l'esistenza di un'autonoma nazionalità di Kiev. Dagli elementi sullo Stato conteso, riportati nel saggio di Eugenio Di Rienzo, si comprende quale rilievo politico-economico abbia la crisi russo-ucraina: secondo Paese in Europa per estensione dopo la Russia; ricco di materie prime minerarie e cerealicole; area di passaggio dei 40mila chilometri del gasdotto che fornisce il 31 per cento del fabbisogno energetico europeo.
Comprensibile l'interesse dell'Occidente ad assorbire l'Ucraina nell'orbita dell'Unione europea e della Nato. Naturalmente, Putin è poco disposto ad accettare senza reagire, anche con la forza, l'avanzata Nato alle porte della Russia. Secondo il professore Di Rienzo, dopo il colpo di Stato comanda a Kiev un blocco di potere di destra, appoggiato dagli Stati Uniti e da milizie di volontari di più Paesi. Uno scenario giustificato, secondo il docente, ricorrendo ad una mitologica identità nazionale da difendere. Scrive Di Rienzo: «Gli Stati Uniti e i loro alleati europei condividono la maggior parte della responsabilità della crisi ucraina. Per loro, il nodo del problema è spostare l'Ucraina fuori dall'orbita della Russia e integrarla all'Occidente».

di Gigi Di Fiore

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