La crisi economica in Italia tra riforme, mercati e partiti (Repubblica Ed. Napoli)

di TIZIANA COZZI, del 29 luglio 2013

Da Repubblica Ed. Napoli del 27/07/2013

L'ingresso dell'Italia in Europa e la crisi dell'eurozona. La moneta unica e le restrizioni, l'austerità e la recessione. Un economista di rango legge i segnali della più grave crisi abbattutasi sull'Italia da 70 anni a questa parte. Mariano D'Antonio disegna un lucido ritratto delle difficoltà del Paese a confronto con gli stati più forti, tra cui la Germania. Un'analisi che affonda il coltello nelle piaghe della riduzione dei consumi, dell'aumento della disoccupazione e della perdita di investimenti delle imprese. Uno scenario cupo che raggiunge il culmine nell'autunno 2011. «Gli eventi che ci hanno portato sull'orlo del disastro - scrive l'economista - si riassumono nella crescita ininterrotta del debito pubblico». Una problematica mai risolta da nessun governo, dagli anni '80 in poi. Il volume affronta, in maniera divulgativa, gli effetti sull'economia introdotti dagli ultimi governi, da Berlusconi a Monti.
Le misure introdotte per il consolidamento fiscale (aumento delle tasse e tagli alla spesa pubblica) «sono state un'autentica cura da cavallo per l'economia». Il Fondo monetario internazionale ha stimato che l'impatto di questi interventi incideranno sul Pil per il 4,8 per cento nel 2013 e peril5 per cento ne12014: anno in cui l'economia (forse) riprenderà a crescere. D'Antonio intravede possibili vie d'uscita con «riforme profonde nei mercati, nelle istituzioni e nei partiti». La responsabilità della crisi spesso attribuita alla moneta unica non è ritenuta credibile. È piuttosto una sfida «non pienamente percepita dal ceto politico». Il libro è arricchito con grafici, dati e studi aggiornati su imprese, debito pubblico, finanza.

DI TIZIANA COZZI

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