La civetta irriverente e lo scrittore Fabio Andina (torinodice.it)

di Bruna Aimaretto, del 21 maggio 2019

Il Salone del libro, come ogni anno ha confermato il grandissimo successo degli anni passati. Una perfetta organizzazione che ha dato i suoi frutti, e premiato le fatiche degli addetti ai lavori. Molte le case editrici italiane, che con quelle internazionali, hanno contribuito a creare una cornice invidiabile a Torino Lingotto.
 
Ho appuntamento con lo scrittore Fabio Andina. Ed e’ allo stand della sua casa editrice,  Rubbettino, che ci incontriamo . Mi accoglie con un sorriso; anche se arrivato in treno e forse un pochino stanco, vedo gli occhi illuminarsi, quando gli chiedo del suo ultimo libro che ha scritto; fresco vincitore del Premio Terra Nova della prestigiosa Fondazione Schiller, per l’anno 20019. “La Pozza del Felice” E’ ambientato nelle alpi svizzere, in quella natura incontaminata, che ormai pochi di noi hanno la fortuna di vedere. Il protagonista, Felice, questo e’ il suo nome, e’ un vecchio schivo ed enigmatico, che come altri personaggi, potrebbero sembrare persone aspre, ma in realta’ nascondono una ormai rara generosita’ e lealta’. Il destino ha tessuto i fili che si intrecceranno con il narratore, il cui nome non viene mai menzionato è un giovane che potrebbe essere ognuno di noi, andato a vivere in montagna, per sfuggire al caos cittadino, e Felice. Il loro incontro, sullo sfondo di pinete oscure, i silenzi assordanti della valle, ammantata di neve, fara’ emergere segreti sepolti da anni. Per lui, una persona di 90 anni, in perfetto
accordo con la natura e’ una cosa straordinaria. Lo segue ovunque. Felice e’ un uomo di una smisurata umanita’,frutto di una filosofia di vita, costruita sulla tolleranza e il rispetto. 
 
La scrittura di Andina, riflesso della sua anima sensibile e attenta ai dettagli piu’ minuziosi, accompagna il lettore in un viaggio che diventa pagina dopo pagina, sempre piu’ reale e suggestivo nella mente di chi legge. La percezione di un tempo piu’ lento, non frenetico ed effimero a volte tipico delle grandi citta’, scorre tra le righe del libro; piu’ precisamente a Leontica, nella Valle di Blenio,in un villaggio montano del Canton Ticino. Fabio Andina, non orienta il libro su aspettative nostalgiche, ma riesce a dare vita a gesti quotidiani, tante volte ignorati, e invece ricchi di fascino, in quanto descritti, da prospettive inusuali. Prendo in prestito le parole della giuria che lo ha ritenuto meritevole del Premio della Fondazione Schiller, consistente in 5000,00 franchi….. un libro sorprendente e inatteso, per quanto riguarda la Svizzera Italiana, una delle pubblicazioni più interessanti degli ultimi anni. Fabio Andina e’ nato a Lugano nel 1972 ed ha studiato cinema a S.Francisco.