Marisa Fasanella
L'ombra lunga dei moroni
Romanzo Prefazione di Nicola Merola

Special Price €11,05

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Collana: Romanzi
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 884980167X
Fantasmi, tesori nascosti, maledizioni, passioni devastanti, cacce all'uomo, saccheggi, stupri, anime conservate in un ''sacchetto di lino'', e tutto il vissuto quotidiano che riesce miracolosamente a bilanciarli senza contraddizione (''Aristide perse l'occhio sinistro per una scheggia di soda caustica''), lasciano pochi dubbi sulla genuinità della vocazione romanzesca di Marisa Fasanella e sulla straordinaria leggibilità della sua terza prova narrativa, ''l'ombra lunga dei moroni''. Come nei libri precedenti, il romanzo ''Maschere e lenzuola del vicolo Santacroce'' e i racconti di ''Gineceo'', la scrittrice mette un segno nitido e incisivo al servizio di un'affabulazione potentemente popolare, modulata tutt''altro che ingenuamente su stacchi e nessi della 'fiction' televisiva piuttosto che sulla letteratura, tentando stavolta l'azzardo supremo della saga e riprendendo idealmente il discorso lasciato interrotto da un altro calabrese, Raul Maria de Angelis. Le vicende di una cospicua famiglia della provincia meridionale e della 'casa delle persiane gialle', mentre intorno a una grande storia d'amore si consumano le tragedie collettive di due guerre mondiali, illustrano come un'ossessione dei sensi o una meccanica dei fluidi il compiersi di un destino luttuoso che trascende meriti e colpe individuali, allo stesso modo in cui una terribile tensione accomuna e travolge i più nobili sentimenti insieme con una libidine patologica. Per svelare come il destino dei Della Valle corrisponda a una lotta senza quartiere tra il ramo maschile e quello femminile della famiglia o tra i rispettivi princìpi, interferiscono la voce di Francesco Maria e quella di un narratore onnisciente che, senza adottare un punto di vista diverso, implacabilmente misura , sulla lontananza, sulla parziale comprensione, sull'accanimento dell'uomo, il suo colpevole egocentrismo. è attraverso di esso che si ripete del resto il rituale abbandono delle generazioni a se stesse, con i vecchi che abbrutiscono e i giovani che si lasciano dissipare, nell'ostinato rifiuto di ogni forma non prevaricatoria di ricambio, ma anche con il gesto pietoso di una mano femminile che, contro ogni riduzione idraulica o balistica di un'esperienza esaltata dal primato delle sensazioni basse del tatto, dell'olfatto e del gusto , su quelle nobili della vista e dell'udito, applica 'l'arte del ricamo' alla memoria. dalla Prefazione)