"L'Italia e le mafie. Una storia comune" di Isaia Sales (Articolo21.org)

di Salvo Ognibene, del 21 giugno 2016

Da Articolo21.org del 21 giugno

"Le mafie vanno valutate all'interno della storia nazionale, all'interno della formazione dello Stato nazionale, all'interno degli eventi e delle scelte della politica nazionale". E questo, in sintesi, il risultato dell'analisi attenda e lucida di Isaia Sales riportata nel suo ultimo libro "Storia dell'Italia mafiosa. Perché le mafie hanno avuto successo".
Lo studioso campano, autore tra gli altri de "I preti e i mafiosi: storia dei rapporti tra mafie e Chiesa cattolica", interrogando il passato per capire le mafie, offre la sua chiave di lettura dei duecento anni di storia che ci precedono e che legano la storia del nostro paese alle organizzazioni criminali di stampo mafioso. E lo fa individuando anche i maggioriì periodi di forza delle mafie: "Se l'Ottocento e il secolo della camorra, il Novecento e quello della mafia siciliana. Questo che viviamo sembra essere quello della 'ndrangheta". Sales, ripercorre la storia sin dalla nascita delle organizzazioni criminali, seguendo la loro evoluzione e facendo gli opportuni distinguo con il banditismo e il brigantaggio. Risolvendo i tanti luoghi comuni ancora oggi esistenti, il libro, ha anche il pregio di offrire nuovi stimoli per la pratica civile e di raccontare anche verità poco convenzionali e molto dolorose. Del resto, altri fenomeni criminali, alcuni più feroci e organizzati, appartengono oggi al passato, perché, a differenza delle mafie, si contrapponevano al potere, alle istituzioni e alla classe dirigente. La mafia, o meglio le mafie, invece, sono runica forma di criminalità che hanno avuto successo e continuano ad averne perché non si contrappongono alle istituzioni e alla classe dirigente, anzi.
Nello studio di Sales vi è anche una giusta difesa del meridione, territorio da sempre martoriato e indicato come il capro espiatorio dei mali che affliggono la società italiana. Non si nascondono le "colpe" delle popolazioni meridionali ma in "Storia dell'Italia mafiosa" si propone un'analisi che individua il nocciolo della questione. Non manca il rapporto con la politica, l'economia o la stessa Chiesa cattolica e, grazie alle statistiche riportate e alle diverse citazioni di libri, lo scrittore, accompagna il lettore in una riscoperta della storia d'Italia. Insomma, un libro che merita di vivere nelle biblioteche di ogni cittadino responsabile e che cerca di ristabilire un po' di verità, sperando che finalmente si capisca che la lotta alle mafie è una lotta per la dignità umana e civile.

di Salvo Ognibene

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