L'attualità inattuale
Il rapporto capitalismo mezzogiorno lungo mezzo secolo

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Collana: Problemi aperti
2007, pp 330
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 9788849818109
Chiunque trova ancora la voglia, o meglio, la forza di interessarsi alle vicende e alla storia del Mezzogiorno, dovrebbe rivolgersi ai lavori di Mario Brunetti con animo riconoscente e mente disposta, oltre che alla riflessione, allo stupore.
In questo libro, come rileva la prefazione, è offerta una narrazione del rapporto capitalismo-Mezzogiorno lungo mezzo secolo, in cui il punto di vista critico e dichiaratamente parziale è sostenuto da una solida armatura culturale ed emotiva. Sorprendono la vivacità e l'attualità dell'analisi delle relazioni svolte nel 1965 e nel 1973/77, in cui la critica e insieme le valutazioni intorno al primo centrosinistra, al fallimento del piano Pieraccini e ai fatti di Reggio Calabria evocano momenti di lotte sociali, di confronto interno alla sinistra, di autocritica sui limiti strategici e tattici soprattutto del Pci. La sinistra del Pci, il Psiup, la sinistra socialista (in particolare Panzieri, come ricorda Ingrao in Volevo la luna) percepirono l'inadeguatezza di una linea strategica fondata sulla categoria dell'”arretratezza” e accentuarono, senza trascurare quella categoria, l'aspetto della riorganizzazione capitalistica che proprio in quegli anni (dal 1971 in poi) si dava strumenti teorici e operativi di portata epocale.
In seguito, nel cono d'ombra in cui la globalizzazione ha spinto il Sud nell'incerto passaggio dal rapporto con lo stato nazionale a quello col mondo, si produce un mutamento di tutti i termini della“questione meridionale”, anche quelli che appaiono identici al passato. La globalizzazione, infatti, si caratterizza per avere una potenza diabolica, nel significato di“separare”, di escludere: il dualismo si fa frattura, come il rapporto tra Nord e Sud del mondo si è fatto abisso.
è questa dimensione che nel prossimo futuro ne connoterà i termini e su cui le più recenti relazioni di Mario Brunetti si soffermano per individuare la“nuova questione meridionale” collocata in modo ravvicinato in una dimensione mediterranea.