Luciana Diodato
L'arte della bugia

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Collana: La Politica
2002, pp 160
Rubbettino Editore, Filosofia e Religione
isbn: 9788849801521
Non c'è bugia senza parole. La bugia "si dice", come la verità, insegnava il filosofo inglese J.L. Austin il quale spiegava che il linguaggio serve, tra l'altro, a "far cose". Infatti giurare, avvertire e sentenziare, ad esmpio, sono cose che si fanno nel pronunciareun giuramento, dare un avvertimento ed emettere una sentenza. Sulla bugia potrebbe dirsi qualcosa di simile, ma è chiaro che una trattazione sulla bugia non può esaurirsi con tale affermazione. Questo studio si propone di dire qualcosa in difesa della bugia, qualcosa che possa dimostrare come le bugie siano in realtà i pilastri su cui si ricostruisce e mantiene l'intera vita sociale. Ci sono dei campi che non potrebbero mai fare a meno delle bugie, sono le cosiddette "bugie buone", quelle che appunto, servono al mantenimento dell'ordine sociale. Pensiamo, per esempio, alla pubblicità, se per "bugia" intendiamo la "non verità totale o parziale", allora tutti gl spot sono falsi. In quanto iperbole del reale, il mondo rappresentato dai pubblicitari è "non vero" quindi falso. E la medicina? Non è forse anche questo un settore in cui spesso, proprio a fin di bene, non si può prescindere dalla bugia? E le bugie dei bambini? Sono forse da condannare? Con questo non si vuole assolutamente assolvere 'in toto' i bugiardi, ma semplicemente offrire una panoramica sull'utilizzo della bugia e, senza la pretesa di essere esaustivi, cercare di trasmettere qualche 'trucco' per smascherare chi mente.