L' "Anatomia delle Brigate rosse" nella ricerca di Orsini (Il Quotidiano della Basilicata)

di Redazione, del 20 novembre 2012

anatomia_delle_brigate_rosse_1Da Il Quotidiano della Basilicata - 20 novembre 2012
Alessandro Orsini ha pubblicato, per la prima volta, i dati sul numero dei terroristi italiani di cui ha analizzato sesso, età, livello di istruzione e occupazione al momento dell'arresto. A ospitare
i risultati delle sue ricerche, condotte al Massachusetts Institute of Technology, è la più autorevole rivista scientifica internazionale specializzata in studi sul terrorismo: "Studies in Conflict and Terrorism". Rubbettino editore ha intervistato il professor Orsini telefonicamente mentre si trova al MIT.

Professor Orsini, grazie alle sue ricerche, siamo finalmente in grado di sapere quanti erano i terroristi italiani. Per anni si era fantasticato su queste cifre. Alcuni parlavano di un esercito; altri di quattro gatti. Quanti era noi terroristi italiani?

«I dati ufficiali del Ministero di Grazia e Giustizia ci consentono di fare un po' di chiarezza. Le persone che sono state condannate in Italia per terrorismo sono 528; mentre le persone che sono state arrestate per terrorismo sono 2.730. I dati che ho analizzato si riferiscono al periodo 19702011 e riguardano soltanto il cosiddetto "terrorismo interno" rosso e nero. Non ho preso in considerazione i dati relativi al terrorismo internazionale».

Sono particolarmente sorprendenti i dati che Lei ha raccolto sul livello di istruzione dei terroristi?

«Il tipico terrorista italiano è un individuo che ha un livello di istruzione superiore rispetto alla media della popolazione di riferimento. L'11,7% delle persone condannate per terrorismo aveva conseguito la laurea contro il 4,1% della popolazione italiana secondo i dati ISTAT de11981. Tra gli arrestati, le persone in possesso della laurea sono i117,8%. Alan Krueger non sbaglia quando afferma che molte formazioni terroristiche sono composte da persone che provengono da un'élites ».

Eppure, si dice sempre che la povertà e la mancanza di istruzione sono la causa principale del terrorismo?

«Le ricerche più accreditate dimostrano che la povertà e la mancanza di istruzione non sono cause importanti di terrorismo. L'idea che la povertà produca il terrorismo, pur essendo molto diffusa, nasce da una rappresentazione romantica del terrorismo che, almeno in Italia, non è mai stata superata. I tipici terroristi italiani non uccidevano per sfamarsi o per ignoranza. Uccidevano per appagare un bisogno spirituale alimentato dall'ideologia».

Siamo pronti per scrivere la vera storia del terrorismo italiano?

«Esiste già qualche contributo valido. Tuttavia, ritengo che potremo avvicinarci a una rappresentazione più fedele dei fatti soltanto quando gli studiosi si apriranno alle narrazioni delle vittime, le uniche a essersi confrontate direttamente con i terroristi. Esiste una documentazione
fatta di lettere di minacce, telefonate, volantini di rivendicazione e, soprattutto, di dialoghi tra le vittime e i terroristi che gli studiosi dovrebbero acquisire».