L'Amore e i suoi simboli
Le tragedie di William Shakespeare in un secolo di studi tra metapsicologia e psicoanalisi applicata

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Collana: Varia
2007, pp 110
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 884981707X
Alla psicologia si chiede di dare una spiegazione in termini scientifici sul perché di determinati comportamenti e stati emotivi. Viste le richieste e il reciproco intento di dare risposte, può questa disciplina fornire una comprensione univoca e comunemente accettata dell’amore? In altri termini, esiste una spiegazione psicologica dell’amore tale da poter restringere il campo della valutazione soggettiva? Se è riduttivo riferirsi ad un unico concetto di amore e di innamoramento, forse è possibile pensare alla sua polisemica psicologia prendendo spunto dal campo di riflessione che emerge all’incrocio tra la drammaturgia di Shakespeare e la psicoanalisi applicata all’arte e alla letteratura. I celebri innamorati shakespeariani – Romeo e Giulietta, Antonio e Cleopatra, Otello e Desdemona – sono protagonisti di esperienze sentimentali travolgenti ed emergono da intricate trame narrative che nei ricordi del pubblico appaiono “sottodeterminate” rispetto alla forza dell’Eros; sono diventati icone di un modo di sentire la passione amorosa che si spinge fino al limite e rappresentano, in forma “archetipica”, dei modelli di ispirazione, fonte di un imprinting del sentimento, dal quale ogni amante, più o meno inconsciamente, è stato influenzato.