Giuseppe Ferraro, Orlandino Greco
Italie
Dalla nazione all'unione autonomie e nuovi soggetti sociali
Collana: Varia
2016, pp 168
Rubbettino Editore, Politica, Struttura e processi politici
isbn: 9788849847451

Siamo alla fine del ciclo storico degli Stati Nazione e della forma di Sovranità che vi ha corrisposto. La fine dell’«economia politica» ne è l’effetto emblematico. La crisi dei partiti è il sintomo di una rappresentanza che ha perduto i soggetti sociali di cui erano espressione ideologica. I nuovi soggetti sono le autonomie territoriali, l’impegno è sui nuovi legami sociali che corrispondono alla pluralità di culture e vocazioni di sviluppo. L’impegno è la partecipazione, si tratta della libertà, della legalità. L’Unità d’Italia ha rappresentato uno Stato sentito diversamente estraneo alle esigenze sociali locali. Sono tante le Italie e non le distingue la velocità lungo una sola linea di modello economico, i modelli sono diversi. L’Unione del Paese va riorganizzata senza nostalgie passate, ma per l’evidente trasformazione delle “cause” che portarono alla colonizzazione di una parte del Paese su un’altra. La “questione meridionale” è stata un’invenzione dell’Unità, buona a fornire il “visto” di autorizzazione a un modello economico giunto alla sua fine. L’Europa stenta a esprimere l’unione che promette, ripetendo le distorsioni dell’Unità forzata da un’egemonia nazionalista intollerante alla proporzione delle differenze e alle esigenze delle autonomie locali. È il momento di ristabilire un rapporto tra società e comunità, per una comunità sociale e una società comune. Se fin qui il “meridione d’Italia” è stata una denominazione geografica che ha cancellato storia, cultura, costume e ricchezza, è il momento d’invertire rotta e denominazione, per assumere come “Italia del Meridione” la quota di partecipazione politica spettante a un processo plurale che non separa, ma unisce le differenti soggettività autonome disciplinandone le vocazioni.