Istituzioni, persona e mercato (L'avvenire)

di MAURIZIO SCHOEPFLIN, del 30 settembre 2013

Da L'avvenire del 29/09/2013

Ha scritto Wilhelm Röpke, il celebre economista tedesco vissuto tra il 1899 e il 1966: «Uno dei principali errori del nostro tempo è credere che la libertà economica e la società che è basata su di essa non siano compatibili con le esigenze di un atteggiamento rigorosamente cristiano ». Queste parole, non casualmente citate nelle pagine conclusive, rappresentano la lente più adatta attraverso cui leggere questo recente volume di Flavio Felice, docente di Dottrine economiche e politiche presso la Pontificia Università Lateranense. E, aggiungiamo, per comprendere anche la complessiva concezione economico- politica che, da tempo, egli va elaborando e proponendo nei suoi scritti. L’espressione che meglio sintetizza tale concezione, e che traduce bene anche il senso dell’affermazione röpkeana poco sopra ricordata, è "economia sociale di mercato", un’espressione a cui Felice fa spesso riferimento per descrivere una forma di organizzazione economica che "scommette sulla capacità dei processi di libero mercato – al centro dei quali opera l’impresa libera e responsabile – di perseguire finalità di interesse sociale, non contrapponendo i concetti di «sociale» e di «mercato», e infine non identifica «sociale» con «statale»".

Il volume si apre con due capitoli di carattere teorico in cui l’autore parla dei nemici dell’economia sociale di mercato e dei rapporti fra etica ed economia. Nella seconda sezione, Felice presenta la poco nota figura di Melchiorre Delfico, uno studioso abruzzese del tardo Settecento che ha recato interessanti contributi alla discussione sulla libertà di commercio, da lui intesa quale mezzo di "incivilimento". Nel terzo segmento del libro, vengono esaminati alcuni aspetti del liberalismo di don Luigi Sturzo e sono confrontate le diverse formulazioni del concetto di ordine sociale presenti nel Manifesto della Scuola di Friburgo (1936), nel Piano Beveridge (1942) e nel Codice di Camaldoli (1943). L’ultima sezione del volume è occupata da una densa riflessione, significativamente intitolata Caritas in veritate: per uno sviluppo umano integrale: in essa, Felice analizza alcuni importanti contenuti della grande enciclica pubblicata nel 2009 dal pontefice Benedetto XVI, al fine di cogliere indicazioni preziose in merito al rapporto fra dottrina sociale della Chiesa, liberalismo ed economia sociale di mercato, giungendo infine alla seguente conclusione, che ben suggella il libro: «In definitiva, l’economia sociale di mercato storicamente si sviluppa ispirata dal principio di sussidiarietà del moderno Magistero sociale della Chiesa, e potrà continuare a dare buoni frutti solo se si mostrerà fedele a tale legato».

DI MAURIZIO SCHOEPFLIN

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