Individuo e comunità nella filosofia politica di G.W. Leibniz

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Collana: FILOSOFIA POLITICA
2005, pp 324
Rubbettino Editore, Filosofia e Religione, Storia della filosofia occidentale
isbn: 9788849812121
La filosofia politica di Gottfried Wilhelm Leibniz (1646-1716) possiede una forte valenza critica nei confronti del contrattualismo moderno, con particolare riferimento a Hobbes: in polemica con la reductio ad unum operata da quest'ultimo, lo scopo consiste nel valorizzare l'elemento della pluralità. L'attraversamento dei testi politici leibniziani fa emergere l'estrema rilevanza dei concetti di bene comune e giustizia, che si articolano in una molteplicità di situazioni e contesti sociali, risultando irriducibili ad un meccanismo formale di legittimazione. Ma le categorie indicate non rivestono unicamente una connotazione politica in senso stretto, dal momento che si inscrivono nella struttura complessiva della realtà, contraddistinta da un intrinseco dinamismo, da una tensione inesauribile verso il raggiungimento di nuovi scenari. In ogni caso, alla base del discorso sta la questione della coimplicazione fra l'“individuale” e il“comune”: non ci si trova di fronte solo ad un tentativo di mediazione fra le due sfere, ma, più radicalmente, all'idea secondo cui la dimensione comune si rivela decisiva per la stessa costituzione politica dell'individualità.

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