Individualismo, mercato e storia delle idee

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Collana: Saggi
2008, pp 326
Rubbettino Editore, Problemi e processi economici, Biblioteca liberale, Problemi aperti, Problemi epistemologici dell'economia
isbn: 9788849821635
L’individualismo è il tema centrale di questo volume. E lo è anzitutto per ragioni metodologiche. L’Autore utilizza infatti il metodo individualistico, ritiene cioè che i fenomeni sociali debbano essere spiegati mediante il ricorso alle azioni individuali: perché ad agire sono sempre e solo gli individui, che ovviamente pongono in essere un processo intersoggettivo di co-adattamento e di aggregazione delle loro azioni. L’individualismo non è però solo un metodo. È anche un modello di vita sociale, basato sulla libertà individuale di scelta. E l’autore indaga qui sulle condizioni storico-sociali che lo rendono possibile (o impossibile); si sofferma sui suoi presupposti gnoseologici e il suo habitat normativo; illustra il nesso fra fallibilismo, mercato e democrazia liberale; getta luce sulle cause politiche delle crisi economiche. Prende in tal modo corpo un volume che “cattura” le prevalenti caratteristiche della società di mercato, la cui capacità di sviluppo (e di irradiazione) risiede esattamente nell’istituzionalizzata mobilitazione di risorse e conoscenze individualisticamente detenute: un processo sociale che si traduce in un’irrefrenabile esplorazione dell’ignoto e in una permanente correzione degli errori. Il che mostra che l’individualismo, diversamente da quel che comunemente si crede, dà vita a un’estesissima forma di cooperazione sociale. Tutto ciò viene esposto anche attraverso la “rilettura” di contributi forniti da grandi “protagonisti” delle scienze sociali (Mandeville e Smith, Constant e Tocqueville, Weber e Simmel, Boehm-Bawerk e Mises) e tramite la “rivisitazione” di grandi dispute, come quella fra Hayek e Keynes. Questo permette di ripercorrere alcune significative tappe della storia delle idee e di rendere chiari i confini fra varie tradizioni di ricerca.