In nome dell'uomo-dio 1789-1989
Rimembranza di un post-socialista

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Collana: Varia
2013, pp 674
Rubbettino Editore, Biblioteca liberale, Varia, Politica, Scienza e teoria politica
isbn: 9788849835557

Scopo di questo lavoro è dimostrare l’unità di pensiero e intenti di comunisti e nazi-fascisti, dal punto di vista filosofico e politicosociale. Siffatta parentela culturale e ideologica conduce i due indirizzi dottrinari, in genere considerati molto distanti tra loro, a una serie di posizioni molto simili, per non dire identiche: ad esempio, la polemica con il parlamentarismo, i partiti, l’elezione indiretta dei deputati, che essi vorrebbero votati direttamente per alzata di mano, l’attacco a qualsiasi politica riformista, sia essa socialista, social-democratica o liberale, le reprimende contro la «società dei contratti », ovvero, la società borghese e capitalista, da essi considerata troppo materialista e reificata, l’anti-semitismo ed il razzismo più aspri e violenti, a carattere religioso-culturale e biologico-razzista, la convinzione, da ultimo, che a una società, come quella borghese (gesellschaft), in cui si è determinato il crollo di tutti i valori, si debba sostituire una comunità (gemeinschaft), in cui primeggia l’uomo-dio, l’uomo-genere, il super-uomo. Ma siffatta consanguineità politico-speculativa ha radici molto più profonde e lontane di quanto non faccia pensare l’appartenenza al Novecento di questi due orientamenti dottrinari. Essa risale a posizioni filosofiche e metafisiche ben precise, che provengono non solo, come è ovvio, da Marx, Engels e Nietzsche, ma anche da Hegel, dai romantici e, in larga misura, da Kant. La lettura dei titoli dei paragrafi, da cui risulta il saggio, testimonia di per se stessa quale sia la linea della ricerca. Il tono delle confessioni è ironico e scherzoso, prescelto appositamente da chi scrive, in modo da inserire, nelle considerazioni a carattere speculativo sui pensatori che hanno favorito la nascita del comunismo e del nazifascismo, la narrazione di ricordi personali, turbando l’indole, forse, troppo seriosa, di simili riflessioni. La prima parte del lavoro è volta, soprattutto, a mettere in luce le radici metafisiche di comunismo e nazi-fascismo. La seconda parte, le conseguenze che queste scelte radicali ed ontologiche in politica come in filosofia hanno avuto nella nostra epoca.