Giovanni Sole
Il tabù delle fave
Pitagora e la ricerca del limite

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Collana: Scaffale Universitario
2004, pp 160
Rubbettino Editore, Filosofia e Religione, Storia della filosofia occidentale
isbn: 9788849810219
Il tabù delle fave di Pitagora si può comprendere solo se viene legato alla sua filosofia. Ciò che contaminava e ciò che invece era puro non era un fatto isolato, ma si riferiva ad un sistema di pensiero complesso. La contaminazione era tale poiché riferita ad un quadro globale che stabiliva con esattezza le obbligazioni e le proibizioni. Pitagora, attraverso i divieti, proponeva agli uomini un nuovo codice morale ed etico per stare nel mondo, i suoi tabù erano un meccanismo logico per ordinare il reale contraddittorio. Tale ordine divino doveva stabilire delle nuove regole e soprattutto ciò che era puro e ciò che era impuro, ciò che era lecito e ciò che era illecito, ciò che era sacro e ciò che era profano. Un tabù non si può comprendere se non viene legato a ciò che è consentito. La differenza tra la specie permessa e quella proibita non era però sempre legata alla loro nocività o alla loro purezza, alla loro utilità o inutilità, quanto alla preoccupazione di introdurre una distinzione tra specie.