Raffaello Melchionna
Il retrobottega del sistema rappresentativo industriale italiano (1958-1987)

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Collana: Varia
2007, pp 358
Rubbettino Editore, Economia e Finanza
isbn: 9788849817553
Prefazione di Giuseppe De Rita
La rivisitazione dei fatti e degli avvenimenti, vissuti durante un’intera vita di studio e di lavoro, consente di focalizzare e di accertare lo stato dei rapporti (nonché le relative evoluzioni nel tempo) della sinergia e della collaborazione ovvero dell’antagonismo e dell’egemonia tra le due componenti portanti e imprescindibili di ogni organizzazione sindacale padronale privata: la tecnostruttura e la rappresentanza legale e politica. Tra esse, nella loro duplicità di potere, va continuamente ricercata una soft governance. In questo viaggio dei ricordi – mirato anche al recupero del riconoscimento di una dignità professionale del tutto particolare – si ripercorre il sentiero stretto dapprima della cooperazione feconda ed emotiva e poi quello, triste, della sottile e inelegante lotta tra i soggetti dei poteri della diarchia. Se si altera l’equilibrio dei poteri della governance, se i reciproci rapporti tra i poteri non procedono con ragionevole intesa e proficua sintonia, allora l’organizzazione corre il rischio serio di avviare il proprio declino, confondendosi così con tutte le altre istituzioni che presentano di norma deficit interpretativi. La conseguenza, sul piano della governance, è che buona parte degli esponenti della tecnostruttura diventano ogni giorno di più “battitori liberi”, e non sono più uomini della organizzazione-istituzione e come tali forti, garantiti e non precari, proprio perché custodi, non secondari e non temporanei, dei valori collettivi permanenti della categoria sociale di cui sono al servizio e non di rado espressione più genuina. In questa narrazione, in buona parte autobiografica, si ricostruisce altresì, pagina dopo pagina, una specie di affresco affidato alla moviola, che è lezione e racconto, cronaca e storia, amicizia e conflitto tra gli uomini. In questo scrigno dei ricordi si ritrova un fondo sicuro di verità che consente di capire – durante un periodo di tre decenni tremendi per le strutture imprenditoriali – l’efficacia organizzativa, la qualità della partecipazione associativa, nonchè la progettualità di una organizzazione industriale, calata in una società in continua evoluzione e resa più complessa dalla pervasività della globalizzazione e dalla interdipendenza dei poteri. (dalla Prefazione di Giuseppe De Rita)