Il problema della sovranità nell'età della globalizzazione
Da Kelsen allo Stato-Mercato

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Collana: Biblioteca di Politica
2014, pp 216
Rubbettino Editore, Politica, Struttura e processi politici
isbn: 9788849840131

I più recenti fenomeni di globalizzazione sembrano aver messo in discussione le categorie classiche della scienza del diritto costituzionale: lo Stato, la sovranità, la stessa costituzione. I processi di integrazione sovranazionale, specificamente quello dell’Unione europea, hanno, per parte loro, senz’altro eroso le capacità di decisione degli Stati nazionali, con la conseguenza che anche il concetto moderno di nazione cede rispetto ai fenomeni di trasmigrazione di masse ingenti di popolazione. La retorica dei diritti e l’ideologia della globalizzazione e del ‘multiculturalismo’ pretendono di aver tolto vigore ai concetti fondativi del Jus publicum europaeum. La tesi di questo libro, che parte dalla prima critica mossa al dogma classico della sovranità, quella di Hans Kelsen (1920), per arrivare a discutere le tesi del costituzionalista americano Philipp Bobbitt e le ipotesi delle nuove forme di statualità, si accentra sull’idea della persistenza della politica come forma organizzativa del conflitto e quindi come dimensione ineludibile del vivere associato, che implica certamente la crisi dei concetti classici della scienza giuridica, quindi anche della sovranità, ma nient’affatto la loro scomparsa dalla costellazione categoriale della riflessione giuridica e politica contemporanea. Centrale, nella rinascita di una “filosofia costituzionale” adeguata alle sfide del mondo contemporaneo, è la rivisitazione del federalismo come risposta alla crisi dello Stato giacobino.

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