Il "primo sale" dell'infanzia che sa di buona letteratura (La Provincia)

di Redazione, del 28 settembre 2012

Da La Provincia - 22 settembre 2012
Italia, terra di santi, navigatori e poeti. E premi letterari. Ve ne sono centinaia, sparsi nello Stivale, che hanno il merito di far leggere e suscitare dibattito. E ve ne sono di pregevoli, come quello indetto dalla Provincia di Catanzaro, che ha premiato Primo sale «per la grande effervescenza umoristica, quell'ironia calabrese che salva dalla brutalità del male».
Vincenzo Mungiguerra, medico, ha raccontato con perizia un'infanzia nel Sud, attraverso un linguaggio che mescola italiano e dialetto, con anacoluti dal sapore verghiano. Un mémoire ricco di ingenuità fanciullesca, di religiosità popolare («non bisognava fornicare, cioè non si dovevano ammazzare le formiche»), di odori meridionali, come il pane con la frittata per i viaggi in treno. E i morti – cui si poneva mollica di pane sulle labbra a mo’ di viatico; e l’amore, con un’Angelica ariostesca da raggiungere. Un romanzo commovente, che respira atmosfere di ieri e d’ailleurs.

 

Di S. Sci.