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Il Presidio Territoriale
Una esperienza sul campo

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Collana: Varia
2006, pp 140+CD
Rubbettino Editore
isbn: 9788849809626
Presentazione di Lucio Ubertini Tra le varie azioni che concorrono al controllo ed al corretto uso del territorio, un ruolo rilevante è certamente rivestito da una efficace previsione e prevenzione degli eventi calamitosi, la cui assenza, come testimoniato dai rovinosi avvenimenti che in tempi recenti hanno funestato il nostro Paese, ha conseguenze importanti e talora particolarmente sfavorevoli sul piano sociale, economico e produttivo. Con riferimento, ad esempio, ai fenomeni franosi, le azioni possibili consistono nella realizzazione, oltre che di interventi strutturali, di interventi non strutturali, consistenti nella messa a punto di sistemi di monitoraggio e controllo.
Tra tali azioni, un ruolo di particolare rilievo a livello nazionale, per gli approcci innovativi utilizzati nonché per la marcata interdisciplinarietà sul piano scientifico, è stato rivestito dal Presidio Territoriale che ha operato nei territori dei cinque comuni della Regione Campania colpiti dalle colate rapide di fango del maggio 1998. Le attività svolte in tale ambito, regolamentate da appositi protocolli approvati dal Gruppo Nazionale per la Difesa dalle Catastrofi Idrogeologiche (G.N.D.C.I.) del C.N.R., hanno, infatti, consentito di pervenire ad un elevato grado di conoscenza dell'ambiente fisico di riferimento e degli elementi caratterizzanti le varie porzioni dei versanti che concorrono alle modalità di innesco e propagazione delle colate rapide di fango. Gli elaborati di sintesi prodotti hanno costituito, infatti, un indispensabile strumento di base per la progettazione delle opere di mitigazione del rischio. Le medesime attività sono state, altresì, di fondamentale ausilio per la salvaguardia delle popolazioni ed, in particolare, per le azioni di Protezioni Civile intraprese in corrispondenza di eventi meteorici prossimi alle soglie pluviometriche di allarme. In tali circostanze, infatti, grazie ad un capillare controllo degli elementi assunti a riferimento quali indicatori dello stato dei versanti, si sono evitate inutili evacuazioni da parte delle popolazioni residenti.
Tali risultati sono stati resi possibili dalla elevata competenza scientifica e dallo spirito di servizio di quanti hanno collaborato, con competenza ed entusiasmo, a questa iniziativa particolarmente innovativa, coordinata dall'U.O. 2.38 dal Luglio 1998 al Dicembre 1999, e direttamente dal G.N.D.C.I. dal Gennaio al Dicembre del 2000.
A tutti coloro che hanno partecipato va il più vivo ringraziamento, così come agli Autori del presente volume, che rappresenta una chiara testimonianza dell'impegno profuso e della qualità del lavoro svolto.
Lucio Ubertini