Il meridione ai tempi di internet (Calabria ora)

di Redazione, del 08 novembre 2012

belottiDa Calabria ora - 7 novembre 2012

Lo show tetrale di Egidia Bruno e Marie Bellotti presentato a Siderno
Un lungo monologo appassionato e appassionante. Una rilettura che ha il rigore della storiografia e la forza poetica dell’ironia amara.



W l’Italia.it…Noi non sapevamo” di Egidia Bruno e Marie Bellotti è uno spettacolo teatrale e pure un libro (edito nel luglio scorso da Rubbettino) sulla “questione meridionale” ai tempi di internet e della comunicazione globale. «Il web oggi consente davvero di approdare a un numero illimitato di conoscenze, ma mi sono anche resa conto che, nonostante questo surplus di informazioni, ancora troppe cose sullo Stato unitario non si conoscono. Da qui il titolo e pure l’avvio di una mia personale ricerca sul tema, non certo da storica, ma da appassionata che si esprime attraverso la propria creatività artistica» ha spiegato l’attrice nell’incontro di mercoledì scorso alla libreria Mondadori di Siderno, diretta da Roberta Strangio. Molti i giovanissimi presenti, dagli studenti del liceo scientifico di Locri, accompagnati dal professore Giarmoleo, a quelli della scuola di recitazione, Locri Teatro, di Bernardo Migliaccio Spina. «A muovermi è stata la curiosità scaturita dal moderno filone meridionalista e da un forte desiderio di approfondire la questione– ha aggiunto Egidia Bruno, nota al grande pubblico per le sue performance televisive in stramissioni cult come “Pippo Chennedy Show” e, più di recente, “L’almanacco del Gene Gnocco”, oltre alle importanti partecipazioni cinematografiche -. Non ho potuto quindi fare a meno di notare che, nella foga della “rivendicazione” storica, il regno di Napoli veniva dipinto come un eden, cosa che in realtà non è stato; nondimeno la storiografia ufficiale a lungo ha taciuto la realtà socio-politica del tempo e, soprattutto, il progressivo e sempre più grave impoverimento del sud dall’unità d’Italia in poi». Una rilettura amara, dicevamo, dalla parte dei deboli, di quelli che hanno visto mutare sovrani e padroni ma non la loro condizione di miseria. “Amu cagnatu nurre cu n’atturre”, recita la bravissima attrice lucana, e nel suo lungo e intenso monologo riprende e amplifica l’immagine di un sud che, all’arrivo dei Savoia, non era certo arretrato, ma anzi si proponeva come centro d’avanguardia in molti campi, dalle prime norme per la raccolta differenziata dei rifiuti a un vero polo siderurgico come quello di Mongiana, in provincia di Vibo Valentia. Un sud in cui c’era pure lo sfruttamento. Una storia che si ripete da millenni, in tutti i sud del mondo, in tutti i sobborghi della terra. «Era cambiato tutto perché non cambiasse niente, un po’ come accade anche oggi» ha concluso, prima di essere circondata dall’affetto e dall’apprezzamento del pubblico che ha seguito la presentazione e il reading. Presente alla serata anche il direttore editoriale della Rubbettino, Luigi Franco: «Quello del meridionalismo è un filone che conta padri illustri, come il compianto sidernese Nicola Zitara, e che merita al di là di celebrazioni un po’ retorica continui approfondimenti, per una presa di coscienza reale», ha detto. L’appuntamento culturale è stato ripreso dalla neonata “Fimmina tv” per cui sono intervenute Rossella Scherl e Lidia Zitara.

di Maria Teresa D'Agostino