Il diritto di uccidere nella rivoluzione dei diritti

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Collana: La Politica
1998, pp 200
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali
isbn: 9788872845615
C'è una radice culturale del diritto di uccidere alle fondamenta del moderno stato di diritto? Esiste una base giuridica nel decretare la morte per salvaguardare i diritti fondamentali dei cittadini, e nel concedere allo Stato il privilegio esclusivo di detenere il monopolio della violenza? Come interpretare i casi di Joseph O'Dell, di Karla Tucker e dei centocinquanta cittadini che la democrazia più avanzata del mondo, gli Stati Uniti d'America, ha messo a morte negli ultimi dieci anni? Il volume analizza in profondità le origini di questo processo a partire dall'esperienza politica repressiva della Costituente in Francia nel 1789 e nelle sue fasi successive.