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Il diritto delle minoranze nella nuova Europa
I principi del trattato di Lisbona e i loro riflessi sul modello dell'autonomia altoatesina

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Collana: Saggi
2010, pp 98
Rubbettino Editore
isbn: 9788849829167
Il Trattato di Lisbona riconosce per la prima volta il principio del rispetto e della tutela delle minoranze tra i valori fondanti dell'Unione Europea. L'ordinamento giuridico comunitario si apre così a un settore rispetto al quale il processo di integrazione europea è rimasto a lungo estraneo. Tali sviluppi sono certamente destinati ad ampliare gli strumenti di tutela a favore dei cittadini “minoritari” in Europa. Come, però, conciliare la difesa di specifiche situazioni identitarie con i principi generali e indifferenziati inerenti il funzionamento del Mercato Unico? E quali riflessi potrà avere il mutato contesto europeo su preesistenti intese internazionali di tutela delle minoranze, quali l’Accordo De Gasperi-Gruber, base del modello autonomistico dell’Alto Adige/Südtirol? A tale riguardo, che senso ha, a maggior ragione dopo Lisbona, continuare a evocare una “funzione di tutela” dell’Austria (Schutzfunktion) verso i gruppi alloglotti dell’Alto Adige, come taluni ambienti politici austriaci ancora sono soliti fare? Tre diplomatici di carriera, in servizio alla “Farnesina”, provano a fornire risposte in questo saggio di straordinaria freschezza ed assoluta attualità.