Giovanni Rotiroti
Il demone della lucidità. Il «caso Cioran» tra psicanalisi e filosofia

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Collana: Scaffale Universitario
2005, pp 132
Rubbettino Editore, Letteratura, Poesia e Teatro, Storia e critica letteraria
isbn: 9788849810967
Cioran, nato nel cuore della Transilvania nel 1911 in Romania e morto a Parigi nel 1995, è considerato dalla critica più attenta come il maggiore prosatore dopo Valéry e come il più originale fra i pensatori francesi del secolo scorso. Autore fra i più essenziali del Novecento conta nel mondo un vastissimo pubblico. Tuttavia sulla sua opera, soprattutto quella scritta in romeno, ha gravato sia la responsabilità ideologica di un'effimera adesione al misticismo nazionalistico in voga nella temperie culturale tra le due guerre in Europa, sia il fatto che i suoi libri hanno offerto alla psicopatologia spunti tali da farne un caso di“depressione creativa”. Entrambe le interpretazioni date alla sua opera vanno ridimensionate e in tale senso i saggi contenuti in questo volume prendono in esame soprattutto gli scritti giovanili del filosofo, ripercorrono i tratti più salienti della sua vocazione alla scrittura, le amicizie, i contesti, le letture, le idee, il grande salto nel passato, il distacco linguistico e l'esilio volontario. La posta in gioco di questo libro è quella di offrire punti di vista per molti versi inediti e illuminanti su uno scrittore e pensatore tra i più controversi apparsi in Occidente. Il libro analizza nelle sue varie sfaccettature il tema di fondo di Cioran, la lucidità, che ha giocato per lo scrittore un ruolo di privilegio ma anche di condanna, che è risultata una risorsa ma anche una sconfitta dove lo spirito della tragedia e la saggezza vengono a sfociare nell'atto soggettivo di una scelta di libertà e nell'approdo esistenziale verso un destino fatale in qualche modo desiderato.