Il crollo dell'Europa
Storia psicologica del '900

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Collana: Saggi
2005, pp 172
Rubbettino Editore, Storia, Storia generale e mondiale
isbn: 9788849812565
Il saggio identifica nella guerra di logoramento e di trincea che iniziò nel settembre 1914, subito dopo la battaglia della Marna, la causa del suicidio dell'Europa: il continente che fino al 1914 fu il centro del mondo e che nell'autunno di quell'anno scelse di annientarsi tramite la guerra all'ultimo sangue.
I risultati furono: il trattato capestro di Versaglia, la distruzione dell'Impero asburgico, l'umiliazione della Germania schiacciata da riparazioni illimitate e costretta al disarmo perpetuo.
Dalla guerra portata all'estremo derivò il crollo dell'Impero zarista e - come dimostra il saggio, riabilitando una tesi spesso obliata della storiografia più recente - per contraccolpo, la Russia bolscevica.
Il pericolo comunista generò quel fenomeno di legittima difesa permanente che fu il fascismo, mentre Hitler s'innestò sul fascismo, ma ebbe per scopo non la lotta al comunismo, bensì la conquista della Russia.
Il saggio sostiene che le tragedie del XX secolo scaturiscono l'una dall'altra ed è una tra le più originali interpretazioni del secolo appena concluso.