Il «corago sublime»
Anton Giulio Bragaglia e il «Teatro delle Arti» In Appendice: le stagioni di prosa al «Teatro delle Arti» Documenti e corrispondenza inediti Apparato iconografico e bibliografia

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Collana: Iride
2008, pp 460
Rubbettino Editore, Arte
isbn: 9788849821697
Anton Giulio Bragaglia, regista, critico teatrale, futurista e inventore della fotodinamica, teorico della messa in scena e avanguardista, fondò il «Teatro delle Arti», rivelatosi, per sette stagioni (1937-1943), di primaria importanza per la comprensione della storia dello spettacolo nell'Italia degli anni del Regime fascista. Le vicende di questa particolare istituzione che, solo dopo un ventennio di ricerche e di sperimentazione, progetti di riforma e tentativi falliti, realizzava per la prima volta nel nostro Paese il sogno di un Teatro di Stato, sono indagate con la curiosità e il gusto per lo studio delle fonti portate alla luce con l'intento di proporle in un ordine funzionale all'acquisizione di nuovi dati ed elementi di giudizio.
Il «Teatro delle Arti», per merito esclusivo del suo fondatore, divenne un organismo strutturalmente libero da fini commerciali con un programma culturale vario e aggiornato per lo svecchiamento del repertorio nazionale tramite la continua proposta di testi di giovani autori, l'adattamento alle scene di classici italiani e stranieri e la traduzione dei maggiori drammi contemporanei prodotti all'estero.
La genesi delle teorie formulate da Anton Giulio Bragaglia sullo spettacolo teatrale, le infuocate polemiche che coinvolsero la critica contemporanea fino a giungere allo scontro epocale con Silvio d'Amico e le varie fasi del percorso evolutivo del «Teatro delle Arti» vengono sottratte all'oblio grazie allo spoglio sistematico dei documenti custoditi presso l'Archivio Centrale di Stato e il Fondo del Ministero della Cultura Popolare, la Segreteria Particolare del Capo del Governo e la Direzione Generale per il Teatro e per la Musica.
Per disporre di ulteriori testimonianze e prove riguardanti le innovative tecniche registiche, scenografiche e costumistiche adottate da Anton Giulio Bragaglia, sono state accuratamente rintracciate e consultate le maggiori riviste di settore dell'epoca, da cui è stato selezionato il materiale fotografico confluito nel ricco apparato iconografico collocato alla fine a sostegno dell'intero lavoro di ricerca.