Il coraggio di non dimenticare ()

di Redazione, del 23 maggio 2012

"Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande.
Si muore spesso perché non si dispone di alleanze, perché si è privi di sostegno. In Sicilia la mafia colpisce i servitori dello stato che lo stato non è riuscito a proteggere".
Il 23 maggio di vent'anni fa, a Capaci, a  pochi chilometri da Palermo, la mafia uccideva il magistrato Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Antonio Montinarola e Rocco Dicillo. Una strage che cambiò la storia e le sorti del nostro Paese.
Tra le molte pubblicazioni che affrontano il tema ecco tre libri che raccontano la tragica scomparsa del giudice, il cui nome oggi è sempre ricordato accanto a quello di Paolo Borsellino, ucciso il il 19 luglio dello stesso anno da un'autobomba sotto casa della madre, in via D’Amelio.