Vincenzo Lippolis, Giovanni Pitruzzella
Il bipolarismo conflittuale
Il regime politico della Seconda Repubblica

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Collana: Problemi aperti
2008, pp 180
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 9788849820201
Dopo la crisi politico-istituzionale degli anni Novanta del secolo scorso l'Italia non ha sperimentato un'efficiente democrazia maggioritaria.
Piuttosto, si è instaurato un regime politico che nel libro viene chiamato“bipolarismo conflittuale”, caratterizzato da frammentazione politica, accentuata conflittualità tra maggioranza e opposizione e all'interno delle due coalizioni alternative, costante ridefinizione di identità politiche“liquide” in lotta costante l'una con l'altra, destrutturazione delle amministrazioni pubbliche, frammentazione delle istituzioni in un sistema policentrico esasperato che ha poco a che vedere con le esperienze riuscite di federalismo, conseguente disseminazione dei poteri di veto.
Il risultato è l'incapacità del sistema politico ad affrontare le sfide del nuovo millennio, dagli effetti della globalizzazione alla crisi ambientale. Da qui la necessità di abbandonare la Seconda Repubblica per entrare nell'era costituzionale di una Terza Repubblica ben funzionante. Ma al riguardo, se è vero che le regole contano, occorre abbandonare il mito dell'ingegneria istituzionale.
Le difficoltà in cui si dibatte la Seconda Repubblica sono, infatti, prevalentemente legate alla sua cultura politica, ai ritardi della classe politica, alla falsa idea che si possano fare riforme istituzionali condivise da tutti. Il riformismo istituzionale è utile se diventa lo strumento con cui affermare un nuovo sistema politico, frutto di scelte, di alleanze, di strategie di lungo periodo, che inevitabilmente avranno una conseguenza: ci saranno alcuni attori avvantaggiati e altri che dovranno subire un drastico ridimensionamento.