I socialisti democratici italiani e il centro-sinistra
Dall'incontro di Pralognan alla riunificazione con il PSI 1956-1968

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Collana: Saggi
2014, pp 238
Rubbettino Editore, Politica, Partiti politici
isbn: 9788849842760

La vicenda dei Socialisti democratici italiani, sin dalla costituzione in partito nel gennaio 1947, è stata a lungo trascurata da una storiografia peraltro assai fluente nell’analisi del sistema dei partiti politici italiani nel dopoguerra. Questo volume, seguendo il percorso iniziato con Socialisti democratici. Giuseppe Saragat e il PSLI (1945-1952) (Rubbettino, 2009), approfondisce l’esame sulle origini del centro-sinistra italiano, in una vicenda politica che cominciò a delinearsi dalla seconda metà degli anni Cinquanta, avendo le sue premesse nella scissione socialista democratica di palazzo Barberini. Le figure e l’azione politica di Saragat, Tremelloni e anche di Preti – gli esponenti maggiormente impegnati nell’azione governativa del PSDI, sin dai tempi della collaborazione con De Gasperi – vengono riproposte in una più equilibrata attenzione. L’impegno di Saragat, Tremelloni e dei loro colleghi di partito fu volto alla riunificazione del socialismo italiano, con la costruzione di una grande forza socialista democratica, sul modello delle socialdemocrazie europee, che enucleasse il PSI di Nenni dall’inconcludente frontismo con il PCI, facendolo approdare alle rive della cultura occidentale e socialista-liberale, con l’assunzione di responsabilità di governo assieme alla DC. Un impegno di lungo periodo, durato un quindicennio, con l’obiettivo – avviata la Ricostruzione e superata la fase del “centrismo degasperiano” – di condurre il sistema politico italiano verso una nuova configurazione, con il coinvolgimento nella gestione della cosa pubblica di quelle forze riformiste, come il PSI, espressione più diretta delle istanze dei ceti operai e popolari messi a dura prova dagli scompensi sociali generati dal “boom economico”. È la storia, quindi, del successivo formarsi, agli inizi degli anni Sessanta, dell’esperienza politica che portò con Fanfani e Moro ai primi governi di centro-sinistra “organico”, seguiti dall’elezione di Saragat a Presidente della Repubblica e dalla riunificazione socialista. Michele Donno (Lecce, 1977) è ricercatore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, dove insegna Storia dell’Italia repubblicana. Collabora con «L’Acropoli», rivista bimestrale diretta da Giuseppe Galasso, ed è membro del comitato di redazione della rivista di studi sulle transizioni «Ventunesimo Secolo». Fra le sue pubblicazioni: Socialisti democratici. Giuseppe Saragat e il PSLI (1945-1952), Rubbettino, 2009; Alberto Simonini socialista democratico. Da operaio a ministro della Repubblica (1896-1960), Rubbettino, 2010; Italia e Francia: una pace difficile. L’ambasciatore Giuseppe Saragat e la diplomazia internazionale (1945-1946), Lacaita, 2011; La cultura politica del PSI negli anni Ottanta. Discussioni e propaganda nelle riviste socialiste, Pensa, 2011.

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