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I cattolici democratici e la Costituzione

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Collana: Istituto Luigi Sturzo
2017, pp 260
Rubbettino Editore, Storia, Storia d'Italia, Centenario del Partito Popolare
isbn: 9788849848410
Tag: Democrazia cristiana, costituzione repubblicana, Alcide de gasperi, Assemblea costituente, codice di camaldoli, Giuseppe Dossetti, Aldo Moro, Amintore Fanfani, Giorgio La Pira, Giuseppe Lazzati
È viva la convinzione che ancora oggi, a poco meno di settant’anni dall’adozione della Costituzione Repubblicana, sia utile per il lettore rivisitare il travaglio culturale e politico vissuto, in modi diversi, dall’intera cattolicità italiana nella stagione della Costituente. Già nelle Idee ricostruttive della Democrazia Cristiana del luglio del 1943 De Gasperi aveva posto la difesa della libertà delle persone e delle comunità organizzate come «premessa indispensabile» per arginare i totalitarismi; in seguito, nel documento conosciuto come Codice di Camaldoli, scritto tra l’estate del 1943 e il 1945, e negli interventi della XIX Settimana Sociale dei cattolici italiani, dell’ottobre 1945, furono discussi i temi dello Stato e dei suoi rapporti con la società, nella prospettiva di un assetto politico istituzionale socialmente avanzato e pluralista retto dal nuovo sistema dei par-titi di massa. Durante i lavori della Costituente, specie i costituenti democristiani più giovani, come Dossetti, La Pira, Fanfani, Lazzati, Moro e altri, senza interrompere le forme di dialogo avviate nella stagione della Resistenza con uomini e forze di altra ispirazione, si adoperarono per affermare una concezione dello Stato democratico e della stessa democrazia intesi non semplicemente come insieme di procedure, bensì come realtà che traggono la loro ragion d’essere da profonde ispirazioni culturali e si esprimono in indirizzi sociali solidali e pacifici.

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