Polpo immondo
Tabù alimentari nel mondo antico

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Collana: Varia
2017, pp 160
Rubbettino Editore, Letteratura, Poesia e Teatro, Antologie, Storia
isbn: 9788849852028
Tag: polpo, tabù, mondo, antico

In alcune comunità religiose del mondo antico, il divieto di mangiare polpi era parte di una struttura di pensiero che si esprimeva per coppie d’opposti: sacro e profano, mondo e immondo, puro e impuro, lecito e illecito. I cibi erano consentiti o proibiti non perché influenzassero la salute di corpo e anima ma perché si avvertiva il bisogno di ordinare il mondo. L’octopus, oltre ad incarnare vizi e difetti degli uomini, era considerato un mostro votato al male e all’annientamento. Le narrazioni su polpi maestosi, orrendi e famelici erano funzionali alla società: rafforzavano la fede, rinsaldavano la coesione sociale e dettavano regole a cui tutti dovevano sottomettersi. Kraken, piovre e cefalopodi giganteschi rappresentavano la fase primordiale, mai superata e dominata dagli istinti bestiali, nella quale gli uomini, per mancanza di regole,potevano precipitare in qualsiasi momento.

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