Giovanni Farese
Lo sviluppo come integrazione
Giorgio Ceriani Sebregondi e l'ingresso dell'Italia nella cultura internazionale dello sviluppo

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Collana: Saggi
2017, pp 190
Rubbettino Editore, Biografie, Personaggi storici, politici e militari, Storia: argomenti specifici
isbn: 9788849850734
Tag: partigiano, IRI, CLN, mezzogiorno, Ansaldo, SVIMEZ, trattati di Roma, Commissione europea, Guido Carli, Adriano Olivetti, Pasquale Saraceno
Prefazione di Giorgio De Rita

Giorgio Ceriani Sebregondi (1916-1958) è un protagonista dimenticato della cultura dello sviluppo. Allievo di Roberto Ago, gravemente ferito in guerra e scampato a un naufragio, impiegato per breve tempo alla Einaudi di Roma, partigiano nella Sinistra Cristiana, componente del CLN lombardo, Sebregondi si iscrive al Partito comunista prima di uscirne clamorosamente, lavora all'IRI, all'Ansaldo, alla Svimez. Qui partecipa alla messa in valore del Mezzogiorno, alla elaborazione dello «Schema Vanoni» e a numerose missioni all'estero (in Grecia, in Iran, in Somalia), fino ai negoziati che portano nel 1957 ai Trattati di Roma. Muore in procinto di trasferirsi alla Direzione dello sviluppo regionale della Commissione europea. Il volume ricostruisce, alla luce di una ampia documentazione inedita, il contributo di Sebregondi e l’ingresso dell’Italia nella cultura internazionale dello sviluppo. Felice Balbo, Guido Carli, Louis-Joseph Lebret, Giovanni Malagodi, Emmanuel Mounier, Adriano Olivetti, François Perroux, Paul Rosenstein Rodan, Pasquale Saraceno, Ezio Vanoni – insieme ad altre personalità note e meno note – sono alcuni dei co-protagonisti di questa storia individuale e collettiva incentrata sulla cultura dello sviluppo. Lo sviluppo, per Sebregondi, non è più solo economico, ma istituzionale, sociale e culturale e assume i caratteri di un processo non più solo occidentale, ma planetario, in un filo che si dipana fino a Populorum Progressio (1967) l’Enciclica sullo sviluppo dei popoli di papa Montini. Con la morte di Sebregondi, il passo si ferma su sentieri interrotti: gli investimenti sociali per lo sviluppo, una più stretta e costruttiva integrazione con l’Africa e con il Medio Oriente, il metodo e il sistema degli enti di innovazione sopranazionale per coprire i costi fissi della vita degli uomini.

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