Dario Antiseri
L'invenzione cristiana della laicità

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Collana: Le nottole di Minerva
2017, pp 120
Rubbettino Editore, Storia della filosofia occidentale, Biblioteca liberale, Le nottole di Minerva, Impresa, etica e cristianesimo
isbn: 9788849850680
Tag: Liberalismo, scuola privata, scuola pubblica, don Milani, Popper, Gadamer, Sturzo, Ropke, Lord Acton, Manzoni, Rosmini, sussidiarietà, popper, corpi intermedi

La Grecia ha passato all’Europa l’idea di razionalità come discussione critica – e di conseguenza, per dirla con P.S. Shelley “noi tutti siamo Greci”. Ma non fu la Grecia a passare all’Europa i suoi dei. Il Dio delle popolazioni europee è il Dio della Bibbia e del Vangelo, è il Dio che relativizza il potere politico e, insieme, desacralizza, “mortifica” la natura rendendola disponibile – non essendo più sacra e quindi intoccabile – alla manipolazione e all’indagine scientifica in una misura prima impensabile. La laicità dello Stato, laico perché non più assoluto; e la secolarizzazione, con una natura non più sacra e una Terra abitata da uomini fallibili: sono due realtà strettamente connesse al messaggio della Bibbia e del Vangelo. Per questo non si può dare torto a Th. S. Eliot quando afferma che “se il Cristianesimo se ne va, se ne va tutta la nostra cultura. E allora si dovranno attraversare molti secoli di barbarie”.

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