Hegel in Francia (1817-1941)
Tomi I e II

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Collana: Biblioteca di Studi Filosofici
2007, pp 670 (2 tomi ind.)
Rubbettino Editore
isbn: 8849818062
La storia della circolazione del pensiero di Hegel in Francia tra Ottocento e Novecento rappresenta qualcosa di più che una mera vicenda intellettuale. In realtà, essa è il centro in cui si incontrano non solo interessi specificamente filosofici, ma anche politici, e più in generale spirituali, che riguardano l’intera Europa nell’epoca contemporanea. Con questo non si intende dire, naturalmente, che la speculazione filosofica non rappresenti altro che una sorta di rispecchiamento di un processo la cui radice essenziale sarebbe da rintracciarsi nella dimensione politica, ideologica o economica – riesumando così una Wiederspielungstheorie di bassa lega, che sarebbe un semplice, ma altrettanto astratto, rovesciamento della vecchia idea, contestata da Croce, del filosofo «quasi Buddha o “risvegliato”» –; si intende piuttosto sottolineare il fatto che la riflessione filosofica rappresenta lo snodo essenziale in cui le tensioni pratiche assumono la loro forma e il loro senso, vengono smorzate e amplificate, per morire o tornare nella prassi, secondo un rapporto che non è di rispecchiamento, ma semmai di circolarità. È tenendo presente questa circolarità che si può sostenere che la circolazione del pensiero di Hegel in Francia non rappresenta solo una vicenda intellettuale, ma qualcosa di diverso: un momento essenziale della vita spirituale dell’Europa tra Otto e Novecento, le cui differenti forze trovano nella filosofia il loro momento, la loro sintesi e la loro proiezione verso il futuro, cioè verso un nuovo – e inesauribile – agire.