Gli atteggiamenti dei giovani italiani verso il mondo militare
Con la collaborazione di Clemente Lanzetti

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Collana: CeMiSS
2005, pp 224
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849810385
Negli ultimi anni - forse a partire dalla missione in Libano - l'immagine pubblica delle Forze armate italiane appare notevolmente mutata. Scomparsa la funzione fino allora dominante. quella della difesa del territorio italiano da possibili invasioni da parte dei paesi del Patto di Varsavia, ne sono venute alla ribalta altre, generalmente definite come "inetrventi umanitari" o di "peace-keeping". Per la prima volta dopo molti decenni gli italiani hanno potuto vedere i loro soldati in teatri anche molto lontani dalla madetrepatria, impegnati in azioni militari effettive, non in esercitazioni; e con l'immediatezza resa possibile dalla televisione. Allo stesso maturavano profondi mutamenti strutturali nelle forze armate, e cioè il passaggio dalla coscrizione obbligatoria al professionismo, e l'apertura alle donne. Infine, gli eventi del 2001, e cioè i tumulti di Napoli e soprattutto di Genova e la partecipazione del contingente italiano alle operazioni in Afghanistan, hanno portato ad un livello molto alto l'attenzione dell'opinione pubblica per i temi della pace, della guerra, delle Forze armate, del servizio militare. In questa indagine si focalizza l'attenzione sugli atteggiamenti e opinioni che su tali temi hanno i giovani tra i 18 e i 25 anni, sembrando questa una fascia d'età particolarmente interessante per i responsabili della politica militare; ad esempio, per sondare la disponibilità ad intreprendere la carriera delle armi. L'indagine sul campo si è svolta nel giugno-luglio 2002 ed ha interessato un campione rappresentativo a livello nazionale di 1500 giovani. La tecnica usata è stata quella dell'intervista faccia a faccia su questionario quasi totalmente strutturato, con un totale di oltre 400 variabili. I risultati significativi raccolti sono evidentemente molto numerosi. In estrema sintesi, si può dire che le opinioni dei giovani su queste materie non si discostano molto da quelli della popolazione in generale, come è riflessa nel sistema politico; in altre parole, non sembra di riscontrare nei giovani italiani sentimenti particolarmente avversi al mondo militare, come si potrebbe dedurre dalla loro alta partecipazione nei movimenti pacifisti. Quasi un quarto di essi - più al Sud e nelle Isole - vede con favore la prospettiva di fare il militare di professione. Anche la recente ripresa dei valori patriottici è ampiamente condivisa dalla gioventù.