Giustizia e «rigenerazione». Politiche e pratiche del Diritto Penale in Italia nel triennio repubblicano (1796-1799)

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Il volume propone un’interpretazione del Triennio repubblicano in Italia come laboratorio di sperimentazioni, incrocio di culture, fucina di contaminazioni con particolare attenzione al legame tra strategie politiche, culture giuridiche e processo penale. Diritti naturali, diritti dell’uomo codificati e costituzioni, diversamente reinterpretati, diventano punti di riferimento non marginali delle pratiche di giustizia se non dell’azione legislativa toutcourt. La traduzione è una matura e diffusa coscienza dei diritti, del primato della legge, delle garanzie giurisdizionali, della libertà individuale, anche in chi si oppone al “primato” francese. La larga diffidenza nei confronti del concetto e della pratica della giustizia di eccezione sembra ulteriormente sottolineare la specificità della cultura giuridica italiana. In quest’ampia cornice le diuturne polemiche sull’imperialismo giuridico francese, inteso nel senso di una politica volta programmaticamente a imporre con la forza ideali, norme, costumi estranei alla storia e alle tradizioni giuridiche dei territori italiani, perdono in misura notevole il loro significato.

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