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Gioiosa Guardia
L'Antiquarium e il sito archeologico. Introduzione alla visita

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Collana: Varia
2009, pp 104
Rubbettino Editore
isbn: 8849822977
L’anonimo abitato antico sorse su un terrazzo naturalmente fortificato del versante orientale del Monte di Gioiosa Vecchia (m. 825 s.l.m.) dominante l’ampia insenatura del Golfo di Patti: un punto di osservazione eccezionale per il controllo della costa e delle vie di penetrazione verso l’entroterra della Sicilia, in una zona di spartiacque tra i Monti Peloritani e i Nebrodi; un’area inospitale per mancanza di sorgenti d’acqua, abitata dall’uomo nel corso dei secoli per motivi difensivi, strategici, e, probabilmente, per le possibilità legate allo sfruttamento dell’economia della montagna (legname, allevamento). Le ricerche condotte a partire dagli anni Ottanta hanno consentito di riportare alla luce un lembo di un abitato greco che si sovrappone a due più antichi insediamenti risalenti all’età del bronzo finale ( XII-X sec. a.C.) e all’età del ferro ( IX-VII sec. a.C.). L’abitato greco (fine VII- V sec. a.C.), nel suo momento più recente, si articolava con blocchi di abitazioni a sviluppo E/W, separati da una viabilità interna, spesso in pendenza, funzionale ai percorsi pedonali e allo smaltimento delle acque meteoriche, come in tutti i siti d’altura. L’aspetto urbanistico generale doveva essere quello di un agglomerato assai pittoresco, adagiato a ventaglio sul versante orientale del monte, ben esposto al sole. A distanza di molti secoli quando sorge e si sviluppa il sito di Gioiosa Vecchia intorno alla fortezza costruita da Vinciguerra di Aragona, gran giustiziere del Regno di Sicilia, anche l’area interessata dall’abitato greco ritorna a “vivere”: lo documentano oggi i ruderi del complesso conventuale con annessa Chiesa per il culto (XVIII secolo), realizzati grazie ad un gesto di munificenza del teologo Don Cono Pisano.