Antonio Scottà
Giacomo Della Chiesa arcivescovo di Bologna (1908-1914)
L'"ottimo noviziato" episcopale di papa Benedetto XV

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Collana: Varia
2002, pp 830
Rubbettino Editore, Fede e Spiritualità
isbn: 9788849804591
Tag: cattolicesimo
Nel 1908, in seguito alla morte del cardinale Domenico Svampa di Bologna (1907), papa PioX inviava mons. Giacomo Della Chiesa, sostituto alla segreteria di Stato, nella sede arcivescovile bolognese.Diocesi fra le più importanti e delicate d'Italia, era posta in stato di osservazione da parte della Santa Sede per il sospetto di tendenze moderniste di una parte del clero.I cattolici organizzati, proprio a Bologna, avevano tenuta nel 1903 l'adunanza dell'Opera dei Congressi, che, nonostante i richiami all'unità del movimento, sanciva una divisione verticale ed insanabile tra intransigenti e democratici, al punto che proprio Pio X ne ordinava la soppressione.Mons. Giacomo Della Chiesa a Bologna rimane appena 7 anni, durante i quali, imprimeorientamenti pastorali al laicato cattolico in vista di una partecipazione alla vita politica nazionaleche si riveli ed esprima il proprio peso con l'apporto elettorale, al fine di influire nella vita della comunità civile, specialmente in merito ai problemi etici, culturali e politici.Appena eletto al sommo pontificato, Benedetto XV, proprio sulla base dell'esperienza pastoralebolognese, propizia la formazione di un partito autonomo non confessionale, di ispirazionecristiana, nel quale possano confluire i voti dei cattolici, organismo che prenderà vita nel Partito Popolare non appena finita la tragedia bellica. Infine nell'azione pastorale e politica di mons. Della Chiesa si intravvede nettamente un progetto di fondo, quello della conciliazione tra Chiesa e Stato in Italia, da intendersi come riconoscimento e tutela reciprocadelle identità costitutive delle due istituzioni.

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