Figli di una lupa minore
Dalle origini leggendarie di Roma alla morte di Silla

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Collana: Varia
2003, pp 204
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849804229
La storia di Roma è forse uno degli eventi più straordinari e, se vogliamo, misteriosi cui l’umanità abbia nello stesso tempo assistito e partecipato nella sua lunga esistenza. Quello che a prima vista sembra un logico susseguirsi di eventi concatenati, che portò un rozzo popolo di contadini a diventare nel giro di pochi secoli i padroni incontrastati del mondo, in realtà riveste i caratteri dell’inspiegabilità. Civiltà forse addirittura superiori, come quella Egizia o Greca, non arrivarono a tanto, ma si limitarono semmai ad esercitare, per un limitato periodo di tempo, una sorta di relativa leadership internazionale. Leadership che, nel caso dell’Egitto, aveva portato ad un effettivo, ma non duraturo, dominio territoriale sulle terre del bacino orientale del Mediterraneo; mentre, per quanto riguarda il mondo greco, non si era andati oltre una sorta di preminenza politica e commerciale. Insomma, nessuno era riuscito ad arrivare al dominio totale del mondo allora conosciuto, né ci riuscì il colosso persiano che, secondo logica, avrebbe dovuto annientare se non spazzare il mondo occidentale, mentre invece venne prima arrestato, poi umiliato da raccogliticcie e improvvisate leghe greche. Non ci riuscì neppure un certo Alessandro Magno, il cui vasto Impero, alla sua morte, si sarebbe sciolto come neve al sole. In parole povere, la storia sembrava essersi divertita nei secoli precedenti a creare, per poi distruggere impietosamente, illusioni e false speranze di gloria in popoli orgogliosi della loro potenza militare o della loro indubbia superiorità sociale. Roma, per uno strano scherzo del destino, sarebbe riuscita, con una facilità quasi irridente, ad arrivare dove gli altri avevano fallito. La ricerca dei motivi di questa affermazione affatica a tutt’oggi gli storici. Il piccolo villaggio di capanne sul colle Palatino, quasi come una sorta di virus letale e inarrestabile, non solo avrebbe conquistato il mondo conosciuto di allora, ma avrebbe finito con l’identificarsi con quel mondo stesso. La storia del popolo romano sarebbe presto diventata la storia dell’umanità, forse perché quella stessa città di Roma avrebbe finito per raccogliere nel suo abbraccio più o meno materno tutti gli uomini, facendoli diventare cives romani. Se i cittadini di questa caput mundi avessero anche avuto le necessarie cognizioni geografiche, oltre ovviamente al relativo tornaconto commerciale, oggi probabilmente ci troveremmo ad esaminare i resti del tempio di Giove magari sulle rive del lago Michigan o Titicaca o chissà, forse su quelle del Fiume Giallo. Molti hanno attribuito questo successo ad una superiore e più avanzata concezione dello stato e del diritto, altri alla soverchiante superiorità tattica e militare delle legioni, altri ancora ad un‘inossidabile struttura sociale, mentre non è mancato chi ha semplicemente posto l’accento sul superiore senso pratico del popolo latino. Compito di questo libro non è quello di dare risposte a questioni così complicate e, allo stato attuale delle conoscenze storico-archeologiche, ancora irrisolte. Semmai si vuole condurre per mano il lettore in quella che appare un’interminabile telenovela a puntate, dove personaggi anche particolari e incredibili, si sono alternati, dando vita a vicende umane appassionanti e, per certi aspetti, curiose. Una colossale soap-opera in cui gli intrighi, i tradimenti e il complesso universo delle passioni umane fanno da corollario ad una vicenda che ha condizionato per più di un millennio la vita di buona parte dell’umanità.