Falcone, la scuola e una partita a pallone per la legalità (Giornale di Sicilia)

di Redazione, del 22 maggio 2012

Da Giornale di Sicilia - 22 maggio 2012
Esce per le edizioni Iride il racconto di Giuseppe Cadili, giornalista ed insegnante, da cui Pasquale Scirneca ha tratto un corto che andrà a Venezia
Una storia in una storia che commuove, emoziona e indica il solco fra chi va avanti a testa alta e chi si perde nei mille rivoli della vita. In questa storia c'è un giudice ucciso vent'anni fa, un giornalista-insegnante, le Madonie, un racconto e la voglia di lanciare un grido contro Cosa nostra.
Un racconto dedicato a chi ogni giorno volta le spalle alla lotta contro la mafia, a chi si rassegna, a chi dimentica che non è indispensabile andare in giro scortati ed entrare nelle aule di un tribunale per costruire una società libera dai boss ma che basta anche meno. Giuseppe Cadili ha unito le passioni della sua vita: il giornalismo e la docenza al Convitto nazionale di Palermo. Due passioni che sono diventate un racconto, La mia partita(adesso anche un libro edito da Iride Edizioni, gruppo Rubbettino) destinato alla trasposizione cinematografica. La prefazione è stata scritta da Maria Falcone, sorella del giudice ucciso vent'anni fa da Cosa Nostra, il disegno che campeggia sulla copertina è di Giuseppe Franzella, palermitano, docente presso la scuola del Fumetto del capoluogo siciliano e componente dello staff di disegnatori per Brendon. I disegni che all'interno del libro illustrano invece alcuni momenti del racconto sono stati realizzati da un altro fumettista palermitano, Giuseppe Morici. Un sogno che è cominciato nell'ottobre del 2011 e che in breve tempo è diventato realtà grazie al contributo del regista siciliano Pasquale Scimeca, che si è subito innamorato dell'idea. «Quest'anno, ventennale delle stragi di Palermo -racconta Cadili - , ho pensato di portare avanti un progetto che restasse nel tempo. Mi ha sempre colpito ciò che diceva Foscolo: la poesia è eternatrice. Oggi lo sono le immagini, in particolare il cinema. Da qui l'idea del racconto e poi la necessità che questo racconto diventasse un cortometraggio». La storia del libro, e del cortometraggio cha andrà alla Mostra del Cinema di Venezia, è quella del tentativo di truccare una partita di calcio fra ragazzini da giocare al Convitto nazionale dove, negli anni Quaranta, frequentò le elementari Falcone. Sullo sfondo proprio il giudice e i suoi ideali. «Ho voluto dare un esempio - chiude Cadili - a mio figlio cedendo i diritti per l'utilizzo cinematografico affinché vadano in beneficienza per la costruzione di una scuola in Ecuador destinata ai bambini di strada. Questa è l'eredità che lascio a mio figlio».

 

Di Marco Volpe