Estate 2015, alla scoperta della Calabria tutta da leggere (Cronache del Garantista)

di Francesca Pica, del 28 Luglio 2015

Da Cronache del Garantista 28 Luglio

Estate, qualche libro in valigia ci vuole, sia per chi legge tutti i giorni dell’anno, sia per chi approfitta dei giorni di relax per immergersi nelle pagine di un buon libro. Per tutti coloro che visiteranno la Calabria o che questa terra ce l’hanno nel cuore, consigliamo qualche titolo appena uscito di autori calabresi di grande qualità e talento.
“L’esca di Alarico” di Giulio Bruno, pubblicato dalla casa editrice Falco, un raffinato poliziesco che racconta le imprese del commissario Giannitteri e del suo intuitivo amico Marcillei. Il romanzo, ambientato in una Cosenza invernale, con minuziose descrizioni della città, dei tic e delle nevrosi dei suoi cittadini, è il secondo episodio di una saga che vede protagonista il detective Luca Giannitteri. Due rapimenti e un omicidio sconvolgono la quiete della città, e sarà proprio il commissario a dover fare luce sui misteriosi delitti. Sullo sfondo, la figura di Alarico, il re Visigoto la cui leggenda narra sia stato seppellito insieme al suo tesoro, nel letto del fiume Busento proprio nella città bruzia, in un intreccio tra storia e modernità che rapisce il lettore fino all’ultima riga. I riferimenti a Montalbano sono quanto mai chiari, fin dai nomi: proprio il bancario Marcillei, infatti, rappresenta l’anagramma di Camilleri.
“Ti ho vista che ridevi”, edito da Rubettino, di Lou Palanca, narra di un collettivo di cinque scrittori accomunati, oltre che dal forte legame con la propria terra, dall’essere raccoglitori di storie e custodi della memoria collettiva. Il romanzo racconta di un’emigrazione matrimoniale, la storia di Dora costretta ad lasciare Riace per sposare un contadino delle Langhe. Sarà un bacialé, uno dei tanti personaggi che popola le pagine miste di storia e invenzione, di vero e verosimile, un ruffiano di professione che mediava questi matrimoni, il trait d’union tra i due mondi Nord e Sud, come una sorta di traghettatore di destini e di pedina nell’architettura delle diverse esistenze. Ma ciò che più preme agli autori è restituire ad alcune storie piccole e dimenticate il giusto respiro, restituire dignità ai vinti. “Lettere meridiane” di Francesco Bevilacqua pubblicato da Rubettino è un libro intenso e bellissimo, frutto della prosa brillante di un narratore di viaggi, profondo conoscitore della Calabria e della letteratura sulla questa regione. Vi si offre una originale ipotesi interpretativa sulla Calabria e sui calabresi e, nello stesso tempo, un catalogo ragionato di cento libri, tra narrativa, storia, geografia, scienze sociali, da leggere o consultare, per cercare di capire davvero perché Calabria e calabresi sono come sono, al di là di ogni stereotipo, di ogni luogo comune, di ogni autorappresentazione mediatica. Sono affrontate le tematiche della cosiddetta questione meridionale, dei pregiudizi sugli abitanti, delle radici del brigantaggio, della ‘ndrangheta, dei terremoti e delle alluvioni, dell’emigrazione e quelle che affrontano sacro e magismo.
Ancora Rubettino pubblica “Il sesso dei gatti e altri racconti”, una raccolta postuma di tutti i 54 racconti scritti da Sharo Gambino nel corso della sua vita, più un inedito “Il Crocifisso”. Lo scrittore calabrese, a quasi sette anni dalla scomparsa, rivive in questi racconti. Se ne percepisce la voce schietta, l’ironia seralica e il sarcasmo spigliato; ne riecheggia la voce, tra le case di mattoni rossi e pietra, tra le stradine sterrate e i paesaggi aridi e fiammeggianti della sua Calabria. Il volume è la prima opera che mette assieme i racconti di un autore che non finirà mai di stupire, per ingegno e versatilità. Un eccelso narratore dei luoghi che ha abitato e delle persone che ha incontrato, conosciuto, apprezzato.
Per ultimo segnaliamo “Passai l’estate… Cento notti di guardia medica” di Angelo Broccolo edito da Falco. Nel libro l’autore, medico chirurgo racconta le sue notti passate in guardia medica e l’umanità che scorre sotto i suoi occhi. Angelo non è soltanto il medico. È l’amico, colui che dà sollievo, che consiglia, che è sempre disponibile, che “ascolta senza reagire” le idee sui migranti e sulla politica espresse da perso- ne umili. Storie vere, vissute con gente semplice con la quale si crea spontaneamente un legame infinitamente duraturo. Il libro è anche il diario di un clinico che non commettere l’errore di soffermarsi solo sulla malattia bensì di estendere lo sguardo sul malato, sulla sua vita fuori da quei pochi minuti o poche ore di dolore che intercetta, nell’urgenza del caso.

Di Francesca Pica

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