Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi ()

di Redazione, del 17 gennaio 2012

"Quando questo pamphlet era già alle stampe in prime bozze non si conoscevano ancora i contenuti della manovra del Governo tecnico guidato dal prof. Mario Monti e delle decisioni prese dai Summit europei che si sono susseguiti tra l'8 e il 9 dicembre. Non fummo falsi profeti, anche se era facile esserlo dopo cinquant'anni di vicende italiane direttamente vissute e di altre solo meditate. Nulla di nuovo sotto il sole, come Giolitti e Prezzolini docent".
Il lavoro di Paolo Savona Eresie, esorcismi e scelte giuste per uscire dalla crisi. Il caso Italia esamina le decisioni di politica economica susseguitesi in Italia dalla nazionalizzazione dell’industria elettrica in poi, definendole “eresie”, ossia dottrine contrarie ai dogmi della razionalità economica, le quali hanno dato vita a puri “esorcismi”, riti che hanno lasciato le cose come prima. Infatti, nonostante le promesse di tagli, la spesa pubblica è continuata a crescere imperterrita, come pure, ma meno, la pressione fiscale, facendo così lievitare l’indebitamento pubblico.
Lo Stato si è impossessato di metà del reddito annuo del Paese e non pare ancora soddisfatto, dato che va aggredendo in modo indistinto la ricchezza. L’autore individua nella “manovra” la madre di tutti i mali, una pratica di cui si avvale ora anche l’Unione Europea. La crisi che stiamo vivendo è il conto che gli italiani sono chiamati a pagare per gli errori commessi dagli Stati Uniti nel dopo Bretton Woods, non avendo adeguato le regole sul piano della moneta e dei cambi, e dall’Unione Europea nel dopo Trattato di Maastricht, per non aver attuato il disegno di unificazione politica che l’aveva indotta a creare l’euro. Egli ammette che l’Italia ha le sue colpe, ma esse sono solo la goccia che ha fatto traboccare un vaso già colmo di squilibri economici e di dissapori mondiali sul da farsi. Il lavoro indica anche le “scelte giuste” da prendere per riportare l’Italia sul sentiero della ripresa produttiva e dell’occupazione. Il lavoro si chiude con un esame critico della Manovra Monti e delle decisioni prese a Bruxelles il 9 dicembre scorso che sono la continuazione della concezione di una “vecchia” Europa.

Paolo Savona, professore emerito di Politica economica. Formatosi al servizio Studi della Banca d’Italia, è stato Ministro dell’industria nel Governo Ciampi e ha ricoperto importanti incarichi pubblici e privati. Autore di numerosi scritti, ha pubblicato con Rubbettino L’esprit d’Europe. Come recuperarlo riformando le istituzioni (2007); Il ritorno dello Stato padrone. I fondi sovrani e il Grande negoziato globale (con Patrizio Regola, 2009) e Intelligence economica. Il ciclo dell’informazione nell’era della globalizzazione (con Carlo Jean, 2011).

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