Domenico Falcone
Emilio Barillaro. Archeologia nella valle del Torbido
I luoghi, la collezione, l'archivio storico

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Collana: Varia
2009, pp 252
Rubbettino Editore, Archeologia
isbn: 9788849824988
Prefazione di Paolo Visonà
Il ripercorrere le tappe salienti che hanno segnato l'attività di Emilio Barillaro“archeologo”, trae origine dal convegno tenutosi nel centenario della sua nascita (tav. I)1, un'occasione unica per tracciare le direttrici che hanno contraddistinto la ricerca scientifica svolta dall'illustre sangiovannese, che, oltre ad essere stato giurista, letterato, demologo, fu, parimenti, profondo conoscitore delle antichità calabresi, della Locride specialmente e della valle del Torbido precipuamente.
Una figura eclettica, quindi, che ha fornito contributi spesso sottovalutati dall'“archeologia ufficiale” del tempo, tuttavia degni di essere rivalutati in una retrospettiva attraverso la quale si può evincere l'attualità dei suoi studi. In essi è ravvisabile una curiosità tipica dell'erudizione locale, tuttavia ampiamente raffinata da una profonda conoscenza del mondo classico e dalle continue frequentazioni con l'intelighenzia dell'Italia meridionale.
Curiosità, erudizione, conoscenze del mondo classico, che hanno costituito, dunque, l'ortostato della personalità di Emilio Barillaro archeologo sin dalla sua infanzia: «L'Archeologia, nella mia fantastica suggestione, era ormai divenuta, più che una disciplina scientifica, un sublime poema delle cose trapassate, un“quid” di poetico e surreale, in cui amava esercitarsi, con lirico trasporto, la mia mente assetata di bellezza antica e illuminata da vivida fantasia. E ogni“città morta” da me visitata divenne“storia viva”, alonata di epopea, per la mia mente... un patrimonio archeologico d'insospettata entità ebbi la gioia d'identificare, là, ove mai, per il passato, era penetrato sguardo indiscreto, e ove mai i magnati della Scienza Ufficiale avevano calcato orma alcuna».
Grazie alla collazione della sua produzione bibliografica, della documentazione ufficiale presente nel suo archivio storico e dei reperti che costituiscono la sua collezione archeologica è stato possibile ripercorrere le tappe salienti di questo suo impegno, cogliendo nuovi spunti per offrire un contributo agli studi ed alla ricerca del comprensorio della valle del Torbido nell'Antichità.
(dall'introduzione)