Educare per amor di Dio
I collegi di Maria tra Chiesa e Stato

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Collana: Varia Università
2005, pp 218
Rubbettino Editore, Fuori Catalogo
isbn: 8849812302
È la nobiltà siciliana ancora forte ed arrogante ad aprire il lungo viaggio che accompagna, attraverso l’arco di quasi tre secoli, la storia dei collegi di Maria. I collegi, infatti, rappresentano un importante tassello in quel progetto di rifondazione e moralizzazione della società messo in atto, ad inizio Settecento, da aristocrazia e clero siciliani nel tentativo di rilanciare la loro egemonia di fronte all’irrompere delle nuove ideologie. Ad inizio Ottocento, tramontata la valenza politica dell’istituzione, chiesa e stato borbonico, timorosi del nuovo, ridanno forza ai collegi di Maria affidando loro l’istruzione primaria femminile. Questa posizione di quasi monopolio è confermata dal giovane stato italiano che, pressato da urgenze economiche, assegna ai collegi di Maria compiti scolastici pubblici. Il processo di emarginazione delle collegine inizia con il disegno del nuovo stato di forzare i costumi locali attraverso più moderni modelli di educazione; è tuttavia completato, più che dai tentativi di laicizzazione dello stato, dall’insorgere di una “questione meridionale” anche all’interno della chiesa: ordini, come quello delle Salesiane di don Bosco e delle Figlie di S. Anna, sostituiscono le collegine equiparando l’evangelizzazione dell’isola a quella delle colonie africane.