Ecco Falasca, meridionalista amato dal Nord (Corriere del Mezzogiorno)

di Redazione, del 20 febbraio 2014

da Corriere del Mezzogiorno - Campania (Corriere della Sera) del 20 febbraio

NAPOLI - Ieri, intervistato dal Corriere del Mezzogiorno, il sociologo torinese Luca Ricolfi ha criticato duramente due meridionalisti doc: Gianfranco Vesti e Franco Cassano, spiegando (anche) di essere contrario all'ipotesi di un ritorno al governo di Fabrizio Barca. Al contempo l'autore de Il sacco del Nord (martedì prossimo uscirà il suo nuovo libro: L'enigma della crescita) ha incoronato, da «nordista convinto», un giovane meridionale: Piercamillo Falasca, classe 1980 (da Sarno), laurea in Economia alla Bocconi di Milano, oggi direttore editoriale del magazine Strade, collaboratore de Il Foglio, autore di Terroni 2.0 (2011, Rubbettino) e di Come il federalismo può salvare il Mezzogiorno (con Carlo Lottieri; 2008, Rubettino). Falasca, che vive a Roma, partecipa annualmente alla redazione dell'indice delle liberalizzazioni dell'istituto Bruno Leoni e nel 2012 ha redatto un capitolo dedicato all'Italia del libro After the Welfare State (Atlas Economic Research Foundation), pubblicato negli Stati Uniti e in diversi paesi del mondo. «Credo che Ricolfi mi abbia voluto citare per le mie tesi "eterodosse" rispetto al Sud: sia nei miei testi che negli interventi pubblici ho sempre provato a contrastare una certa mentalità piagnona e rivendicazionista del Meridione, in favore di un atteggiamento più coraggioso e concorrenziale. Per fare qualche esempio, ho proposto che il Mezzogiorno rinunci a qualsiasi forma di sussidio pubblico (europeo o nazionale) in cambio di una forma generalizzata di detassazione per le imprese localizzate a Sud». E ancora: «Rispetto al federalismo fiscale, ho sempre sostenuto che il Meridione non doveva contrastarlo, ma semmai chiedere più autonomia sul fronte delle entrate e delle uscite, perchè la competizione fiscale è la strategia che i paesi centro-orientali dell'Europa hanno usato per ridurre il proprio gap con l'Europa occidentale, con risultati ormai evidenti. Ho proposto anche, infine, che siano ridotti i finanziamenti alle troppe inefficienti università del Sud, aumentando invece la disponibilità di borse di studio per gli studenti meridionali, affichè decidano dove studiare.

di P. G

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