E il boss che fa la legge. Impietosa (Corriere del Mezzogiorno)

di Redazione, del 13 giugno 2013

Dal Corriere del Mezzogiorno del 13 giugno 2013
 

È da pochi giorni in libreria La mia stessa legge (Rubbettino editore), primo romanzo del giornalista Ruggero Cristallo. Il libro narra le vicende di un boss malavitoso, dal principio ritratto in un letto d'ospedale dal quale ripercorre le azioni che lo hanno portato a dimenticare cosa fosse la pietà. Tutto parte da un giorno, in particolare, in cui ha dovuto guardare la paura negli occhi di un ragazzo di 20 anni, prima di farlo uccidere a sangue freddo. Uno sguardo che tornerà a tormentarlo in quel letto d'ospedale, con tutti i «ma» e i «forse» che avrebbero potuto impedirlo. Mentre conduce l'ultima guerra, quella con i suoi reni, racimola le ultime forze per compiere un attento ed esasperato esame di coscienza. Una coscienza rimasta in quel terreno di campagna, dove riecheggia ancora il suono di quei due colpi che spezzarono una giovane vita: «pam, pani». Roccuccio ù Uastat descrive due decenni di vicende che rasentano il macabro. Le stesse che vanno a definire appunto quella legge della malavita con minuziosa attenzione nei riguardi di nomi, luoghi e azioni. Dalle parole dei giudici alle frustrazioni delle forze dell'ordine, scaricate sulle persone che tessono le reti della malavita pugliese. Un fenomeno che lascia sconcerto soprattutto per l'incredibile capacità di rigenerarsi dopo arresti e retate. Cristallo presta al lettore una lente d'ingrandimento sulle menti contorte che dettano quella legge che muove le braccia dei clan malavitosi. Una legge severa e impietosa per chi non la rispetta, ma a tratti generosa verso chi si affilia con sguardo basso. E un viaggio inquietante nel mondo dei contrabbandieri, degli scafisti, degli spacciatori, dove a vincere è solo «la mia stessa legge». Ci fornisce il resoconto di giochi di potere che decidono chi, tra i clan, domina sulle grandi città: «Tolti di mezzo i più agguerriti rivali, la piazza era nostra. Decidevamo da chi comprare, cosa comprare e a quanto vendere». Quelle città che in alcuni momenti si vedono assediate da battaglie guidate da un sentimento di vendetta che non concede remore e si scaglia contro chi «ha sbagliato». Al lettore infatti non è risparmiato il bilancio di tutti quelli che sbagliano, ma soprattutto delle condizioni e dei mezzi con cui vengono puniti: triste fotografia, che non risparmia nemmeno i cosiddetti deboli di cuore. Sullo sfondo anche un velo di denuncia verso quella parte di popolazione che decide, per ragioni consce e inconsce, di piegare lo sguardo davanti al susseguirsi di atti orribili: «I cittadini preferivano farsi i fatti loro: alcuni quando ci vedevano, si giravano dall'altra parte», giustificando la propria omertà con una quasi legittima paura per la propria vita. Cristallo ci regala insomma un romanzo che si lascia leggere in modo scorrevole, scatenando pagina dopo pagina una passione che spinge il lettore a voler approfondire vicende, a cui raramente si ha facile accesso.

DI ROSARIO BRUNO

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