Due storici e operatori culturali del 1700: il pievese Cesare orlandi e il bovese Domenico Alagna
Atti del Convegno Nazionale Città della Pieve - Perugia - Reggio Calabria - Bova (19-23 giugno 2006)

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Collana: Varia
2010, pp 430
Rubbettino Editore, Biografie e storie vere, Biografie, Personaggi storici, politici e militari
isbn: 9788849823110
Il volume comprende le relazioni tenute al Convegno Nazionale su Due storici e operatori culturali del1700: il pievese Cesare Orlandi e il bovese Domenico Alagna, svoltosi dal 19 al 23 giugno 2006, consedute a Città della Pieve, Perugia, Reggio Calabria e Bova, organizzato d'intesa tra le Deputazioni diStoria Patria dell'Umbria e della Calabria.L'occasione è stata offerta dal rinvenimento, presso la Biblioteca Comunale 'Augusta' di Perugia, dell'opera,in cinque volumi, ideata, strutturata alfabeticamente e diretta dallo storico-erudito di Città dellaPieve Cesare Orlandi, edita a Perugia tra il 1770 e il 1778, Delle Città d'Italia e sue Isole adiacenti. Acausa della sua precoce scomparsa, a soli 45 anni, l'opera si è fermata alla lettera 'C'.Secondo il disegno editoriale dettato dalle istanze storiografiche illuministe, la trattazione dei singoli 'medaglioni'era stata affidata a studiosi del luogo, scelti in collaborazione con le autorità civili e religiosedi ogni città, perché fosse controllata e garantita la fedeltà e la completezza della trattazione. Si è,quindi, si fronte a un'opera storiografica che, esplorata attentamente, evidenzia una documentazioneancora inedita, tale da far riflettere su ipotesi di studio che, alla luce delle nuove ricerche, devono essereaggiornate sullo stato socio-economico, religioso, culturale, linguistico, antropologico, di quegli anniche, nel caso specifico dell'Umbria e della Calabria, segnano il passaggio dalla società tardofeudale aquella illuministica e preromantica. Su tale terreno si sono confrontati relatori esperti e di provata notorietàin quest'ordine di studi.Questi Atti aprono concretamente un capitolo nuovo della storia delle due regioni. Realizzano, cioè,un'operazione che vede, per la prima volta, a confronto sul registro del dare e dell'avere civile, culturalee religioso, due regioni, l'Umbria e la Calabria. Dopo due secoli e mezzo di silenzio, i due coraggiosistorici e operatori culturali, con l'apporto di documenti tali da fornire dati esaurienti sulla gestazionee sulla diffusione delle loro opere, hanno inaugurato un dialogo sorprendente tra l'apporto civile e culturaledell'Umbria e della Calabria, territori, in quegli anni, così lontani tra loro, sotto ogni aspetto. Eral'epifania del sogno che si sarebbe realizzato, nel giro di un settantennio, con l'unità nazionale.