Dico no al bambino giocattolo (Italia Oggi)

di Giuliano Cazzola, del 29 gennaio 2016

Non nel mio nome

Un omosessuale contro il matrimonio per tutti

Da Italia Oggi del 29 gennaio

Sono omosessuale ma non gay. È l'incipit di un libro di Jean-Pier Delaume-Myard dal titolo «Non nel mio nome» (Rubbettino Editore). Delaume-Myard è il portavoce nazionale de «La Manif Pour Tous». Il 25 gennaio 2013, all'Eliseo, ha incontrato il presidente della repubblica e lo ha reso partecipe delle sue preoccupazioni riguardo alla legislazione sui diritti delle persone omosessuali. «Ho sempre fatto la scelta di vivere in coppia - afferma l'autore - eppure sono contro il matrimonio tra persone dello stesso sesso, non per motivi di unione tra due persone che si amano, ma per il problema fondamentale del bambino e del suo diritto ad avere un padre, una madre e dei nonni. In realtà sono molti gli omosessuali che non provano alcun desiderio di sposarsi e ancor meno di avere un bambino! Le cifre parlano chiaro. A 25 anni ho preso in considerazione l'idea di avere un bambino per potergli trasmettere un patrimonio, uno status sociale [...] in breve, volevo avere un bambino per i motivi sbagliati. Senza dubbio gli avrei dato tutto l'amore che aveva il diritto di aspettarsi ma c'era anche un'altra domanda da porsi: quella riguardante la filiazione. Quali sarebbero stati i riferimenti di questo bambino, il suo non-rapporto con la madre?».
Domande queste che la senatrice Monica Cirinnà evidentemente non si è posta e come lei tutti gli «untorelli del pensiero unico» che le danzano intorno. Ma Delaume-Myard tira diritto per la sua strada e chiede a noi tutti: «Nel caso di una coppia omosessuale maschile, la madre non sarebbe diventata altro se non una macchina distributrice di bambini a fronte di un grosso assegno o di una carta oro? E poi penso anche agli altri bambini - continua - quelli che la genitrice ha avuto come madre vera e propria. Come farà a spiegare a fratellastri e sorellastre del nascituro che la mamma ha fatto un bambino unicamente per venderlo? Quali saranno i traumi di questi bambini che, per nove mesi, hanno visto il grembo della madre arrotondarsi giorno dopo giorno e non conosceranno mai il loro fratello+ o sorella?». È a questo punto che l'autore si ricorda di essere francese ed invoca i sacri principi della repubblica. «Libertà, uguaglianza, fraternità, sì! - esclama -. Libertà per il bambino di non essere escluso in quanto figlio di omosessuali (maschi o femmine che siano) nelle piccole città e in campagna. Uguaglianza per il bambino affinché possa crescere con un padre e una madre. Fraternità per il bambino come possibilità di avere fratelli e sorelle senza un numero molto elevato di patrigni o matrigne». E conclude con un grido liberatorio: «No al bambino giocattolo! No al figlio oggetto!». E si augura che il suo libro costituisca la voce di tutti coloro che non vengono ascoltati durante il dibattito a senso unico sul «matrimonio per tutti» e le sue conseguenze sul nostro avvenire comune.

di Giuliano Cazzola

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