Dell'usura
Il persistere dello sfruttamento dei bisogni umani

A cura di Tonino Perna, Anna Spinelli Francalanci, Fabio Mostaccio

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Collana: Varia
2009, pp 184
Rubbettino Editore, Società e scienze sociali, Problemi e processi sociali
isbn: 9788849824742
Prefazione di Padre Nino Caminiti
L’usura è uno dei mestieri più antichi e più odiosi del mondo. Come un fiume carsico scompare e riappare sul palcoscenico della storia, spegnendo ed accendendo grandi dibattiti. Dell’usura, infatti, se ne sono occupati grandi pensatori in tutte le epoche ed in tutte le civiltà, oltre che tutte le grandi religioni monoteistiche. Partendo da tali premesse, questo volume affronta in chiave interdisciplinare il fenomeno dell’usura, sia sul piano teorico che su quello della ricerca empirica. Da una parte, infatti, vengono analizzate le variabili socio-culturali, economiche e giuridiche, che si sono confrontate con il fenomeno in oggetto attraverso la storia, fino ad arrivare alle forme “legalizzate” dell’usura che hanno a che fare con l’impero della finanza e l’indebitamento dei Paesi del Sud del mondo. Dall’altra, si è tentato di trovare le determinanti socio-economiche ed istituzionali che favoriscono il diffondersi dell’usura nel nostro tempo. Utilizzando come materiale di base le sentenze emesse dai tribunali dell’Area dello Stretto riguardanti il relativo reato, si è utilizzata questa ricerca sul campo come una sorta di spia-laboratorio per entrare nel merito sia dell’impresa usuraia che delle sue vittime. L’esplosione della bolla finanziaria e la conseguente recessione economica ha reso tale fenomeno ancora più inquietante, data la stretta creditizia operata dal sistema bancario. Secondo un recente studio della Camera di Commercio di Milano, tra i piccoli imprenditori milanesi uno su tre è a rischio di usura. Un fenomeno che, come mostra l’analisi comparativa tra le diverse aree del nostro Paese, diventa particolarmente grave nelle regioni meridionali. L’intreccio con la criminalità organizzata porta ad una situazione esplosiva, denunciata da pochi coraggiosi imprenditori, e sottovalutata dal legislatore che ancora non ha provveduto ad aggiornare e modificare la legge 108 del 1996 che si è rivelata inadeguata. Le fondazioni antiusura, con le loro scarse risorse, costituiscono uno dei pochi tentativi di contrastare questo odioso fenomeno sociale. Sullo sfondo riemerge una questione centrale che la scienza economica aveva messo in soffitta: la necessità di un controllo e di una gestione sociale del denaro.