De Magistris, la parabola del giudice mediatico ()

di Redazione, del 25 ottobre 2013

In un anno la popolarità del sindaco di Napoli, ex magistrato d'assalto, è scesa di oltre dieci punti, attestandosi al 49.5%, e nella classifica del gradimento fra i sindaci delle città metropolitane Luigi De Magistris è precipitato dal podio a un modesto 9 posto. 

A illustrare la parabola prima ascendente e ora discendente di questo Pm passato dalla magistratura alla politica dopo tante indagini clamorose finite in altrettanti costosi (e dolorosi, per le vittime) flop, è ora il libro "De Magistris, il pubblico mistero" (Rubbettino, € 15) dei giornalisti Gian Marco Chiocci, già inviato del Giornale e neo direttore del Tempo di Roma, e Simone Di Meo, collaboratore del Sole 24 ore e autore di libri-inchiesta sulla criminalità organizzata. La prefazione, di cui proponiamo uno stralcio, è il giornalista di Libero Filippo Facci, che racconta la sua prima inchiesta sul "magistrato mediatico".

Chi accidenti era questo de Magistris? Che aveva fatto, in definitiva?

Passavano gli anni, ma su di lui - parlo di inchieste, approfondimenti, libri - non era mai stato pubblicato niente di serio. Così partii per la Calabria e ci rimasi per tre giorni. Bene: raccogliere materiale inedito sul magistrato Luigi de Magistris, in assoluto, fu l'impresa più semplice di tutta la mia carriera. Avvocati, politici, cittadini, soprattutto magistrati: fui letteralmente inseguito e caricato di materiali che in altre circostanze avrebbero richiesto, non esagero, mesi o anni di ricerca. Mi sembrò semplicemente pazzesco che nessuno, a parte la stampa locale, se ne fosse mai occupato prima: era materiale incredibile e parlava di un tizio che era sulle prime pagine un giorno sì e l'altro pure. E non era importante, a quel punto, se le varie fonti ce l'avessero tutte con de Magistris o no: le carte erano carte, le inchieste erano le sue, gli esiti pure. Rivolgermi a dei simpatizzanti, del resto, sarebbe stato impossibile: da quelle parti non ne risultavano. Mentre in una cittadina della Basilicata come Policoro, viceversa, poteva capitare d'imbattersi in una "Associazione vittime di de Magistris") con migliaia di iscritti, ripeto: migliaia. Ricordo che tornai a Milano carico di faldoni come un somaro - dovetti comprarmi un borsone - e la mole di materiale appoggiata sul pavimento di casa mia, pensai, meritava un libro: non soltanto le 24.000 battute d'inchiesta, in tre puntate, che "Il Giornale mi avrebbe concesso qualche settimana dopo. Ora ci siamo: l'hanno fatto, quel libro, e ci hanno ficcato dentro anche un sacco di altre cose che semplicemente non sapevo. Non solo: Gian Marco Chiocci e Simone Di Meo hanno avuto il fegato di approfondire l'effettiva valenza di "Toghe lucane, "Poseidone,   "Why not" e altre inchieste che meritavano seri interrogativi solo dal nome che portavano. lo, confesso, non ne ebbi il coraggio.  Ma, già allora, c'era da raccontare la storia di un magistrato che aveva perso, più o meno, tutti i processi tra i pochi che non si erano arenati prima di giungere in dibattimento: cancellati, polverizzati, distrutti da GIP, organi del riesame, Corti d'Appello, Cassazione, Tribunali. Il tutto facendo anche spendere milioni di euro per consulenze allucinanti così pure per rifondere tutti gli innocenti ingiustamente incarcerati in anni di disinvoltura scandalosamente impunita, o meglio: premiata con una candidatura alle elezioni europee che rappresentava la fuga finale da una corporazione che lo stava praticamente espellendo. Sono parole pesanti, queste: ma è la verità, e c'è un libro intero a dimostrarla. 

Anche perché a dimostrarla, invero, è stata anzitutto la stessa magistratura nelle cosiddette sedi opportune: il problema è che nessuno o quasi l'ha mai scritta. Non posso dimenticare le parole del Consiglio giudiziario di Catanzaro quando si espresse sulla nomina di de Magistris a magistrato di Corte d'Appello: andate a leggerle, era già tutto lì. Era il giugno 2008 e i disastri e l'inadeguatezza dell'uomo erano già nero su bianco, i prezzi della sua smisurata ambizione erano già stati pagati. In altre parole, era prontoa entrare in politica. 
 

Filippo Facci da "De Magistris, il pubblico mistero" (Ed. Rubbettino)


Clicca qui per acquistare il volume al 15% di sconto